A Pietralunga, al confine tra Marche e Umbria, il casolare della presunta setta
“Una signora mi aveva detto che avrebbe partecipato a un corso di erbe officinali e la cosa mi interessava. Ma non mi ha più chiamato per darmi indicazioni… Poi ho saputo che una ragazza era fuggita e non ha mai risposto a un mio messaggio”, racconta Veronica Sansuini, Presidente Associazione Nazionale Diritti Negato. “Siamo contro la manipolazione”, afferma.
Che ci fosse attorno un alone di mistero era cosa risaputa, ci hanno sussurrato che i cinghialai erano tenuti a distanza dal casolare, all’interno del quale pare si svolgessero riti, intimidazioni, vessazioni psicologiche e tutto con il messaggio del trovare la pace attraverso un percorso spirituale. L’inchiesta partita dalla Mobile di Perugia e che ha attirato tv e media da tutta Italia è ampia e particolareggiata e riguarda l’associazione conoscenza e libertà ai Fornelli di Pietralunga, a dieci minuti da Apecchio, dove alcuni degli adepti abitavano o lavoravano. L’operazione è scattata tra sabato e domenica scorsi, le accuse sono: associazione a delinquere, truffa, estorsione e violenza sessuale. Oggi dal Gip di Perugia sono stati confermati i tre fermi a maestro, maestra e curandero e si cerca il quarto indagato, destinatario di un ordine di fermo ancora da eseguire. “Il fatto che Apecchio si ripopolasse faceva piacere ma suonava strano. Comunque chi è venuto non ha mai dato fastidio”, aggiunge Sansuini.
In paese c’è poca voglia di parlare, la vicenda è inquietante. Guru, presunta setta, soldi dilapidati, sfruttamento sono parole che girano ma dalle quali ci si vuole tenere lontani. “Nessuna paura o preoccupazione, siamo sereni”, dicono i passanti in centro. “Ma siamo stupiti”, aggiungono. C’è anche chi ha saputo ciò che è successo dai giornali.
Eppure Apecchio, ai piedi del Monte Nerone, rimane un’oasi di tranquillità, accogliente, ricca di storia ed eccellenze come il tartufo e la birra, il bostrengo, un posto dall’aria buona e dalla gentilezza contagiosa. “Non c’era la contezza delle dimensioni dell’attività che si svolgeva nel casolare, ma voglio ricordare che il Comune interessato è Pietralunga e non Apecchio – la precisazione del sindaco Vittorio Alberto Nicolucci -. Ci sono state alcune persone che hanno cercato lavoro qui e quando vengono persone nuove noi siamo felici. In questo caso, la situazione è un po’ diversa e mi auguro si faccia luce fino in fondo”.
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