PROMOZIONE – Le interviste al termine di Porto Sant’Elpidio – Camerino
Un Porto Sant’Elpidio giovane, coraggioso e senza timori reverenziali. Nonostante le nove assenze e una rosa già tra le più giovani della categoria, la squadra di mister Mengoni ha giocato a viso aperto contro un Camerino esperto e di qualità, dimostrando personalità e identità.
“È la cosa che avevo chiesto ai ragazzi: andare in campo senza paura né di perdere né di giocare, dare tutto a livello di atteggiamento e fare quello che viene richiesto“, spiega il tecnico.
La risposta è stata concreta, anche da parte di chi finora aveva trovato meno spazio: “Sono contento perché oggi ci sono stati esordi di ragazzi che non avevano mai giocato e si sono fatti trovare pronti“. Le difficoltà non mancavano: “Veniamo da nove assenze e per una squadra giovane come la nostra si sentono eccome. Però questi ragazzi sono con me da inizio anno, si allenano tutti i giorni, non si sono mai lamentati anche quando non giocavano“.
Mengoni cita un esempio emblematico: “Oggi Rosa ha giocato titolare ed è stato un ragazzo d’oro. Lavora bene, non ha mai saltato un allenamento e ha fatto una grandissima partita“. Orgoglio e convinzione emergono chiaramente: “Sono orgoglioso di questi ragazzi, non è scontato quello che stanno facendo. Abbiamo probabilmente la media età più giovane della categoria e sono contento del lavoro che stanno facendo e di come lo fanno“.
Il calendario, però, non concede tregua: “Restano sette partite e abbiamo due gare tostissime contro la seconda e la terza. Sarà difficile“. Ma la strada è tracciata: “Io conosco solo un modo per uscire da questa situazione: giocando. La squadra non si è mai disunita, ha giocato a calcio e gli avversari non sapevano come prenderci. E giocavamo contro una signora squadra come il Camerino, che sta lassù con merito“. La chiusura è una dichiarazione d’identità: “Giocare a viso aperto contro una squadra così è motivo di orgoglio per una squadra giovane come la nostra“.
C’è amarezza, tanta amarezza, nelle parole di mister Giacometti al termine di una gara che il Camerino aveva praticamente in pugno e che è sfumata nei secondi finali. Una vittoria che sembrava ormai acquisita e che invece si è trasformata in un pareggio dal sapore amarissimo, anche per alcune decisioni arbitrali ritenute determinanti.
“Credo che la partita sia stata indirizzata abbastanza presto“, esordisce il tecnico. “Il primo gol l’abbiamo preso su un calcio d’angolo, con il nostri portiere che è stato otto minuti a terra sanguinante e non è stato fischiato fallo. Direttamente su quell’angolo abbiamo preso gol. Probabilmente era ancora frastornato“.
Nonostante l’episodio iniziale, il Camerino aveva reagito con forza: “Secondo me siamo andati meritatamente in vantaggio, lo potevamo chiudere e non l’abbiamo chiusa“. L’occasione per il colpo del definitivo ko c’è stata: “Abbiamo avuto una palla per il 3-1, è mancato quello. La partita era finita sul 2-1“. Il finale, però, ha cambiato tutto: “Sono stati concessi cinque minuti di recupero e al sesto minuto abbiamo preso un rigore per un rimpallo da venti centimetri dal piede alla mano, che secondo me è abbastanza assurdo“.
Per Giacometti il peso degli episodi è evidente: “Credo che due decisioni siano state abbastanza decisive nel complesso della partita e del risultato“. Il rammarico è doppio, anche in ottica classifica: “Partite così dovevamo portarle a casa con tre punti. Per adesso c’è solo rammarico“.

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