A incidere sui rincari sono le tensioni geopolitiche e l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente
Torna a salire il prezzo del gasolio. Nelle Marche cresce la preoccupazione tra le imprese dell’autotrasporto, molti piccoli imprenditori e anche tra le famiglie. Negli ultimi giorni, in diversi distributori della regione, il diesel ha superato soglia 2 euro al litro. A incidere sui rincari sono le tensioni geopolitiche e l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente tra Iran, Israele e Stati Uniti, con ripercussioni sui mercati energetici internazionali.
“Purtroppo, è in atto l’ennesima speculazione che ci vede pagare di più lo stesso carburante già presente nelle cisterne – sottolinea Luca Bocchino, responsabile Trasporti Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino – A livello nazionale Confartigianato Trasporti ha già chiesto al Governo sia interventi correttivi temporanei sulle accise, sia controlli. Le nostre aziende rispetto al 2023 hanno lo strumento del fuel surcharge: un supplemento variabile alle tariffe di trasporto che viene applicato sotto forma di aliquota per coprire le maggiorazioni sul costo del carburante i cui effetti però possono scattare dalla fine del mese di marzo quando il MISE emana i costi medi. Sono state pubblicate le linee guida a firma del nuovo presidente in cui si chiede a tutti gli operatori di far valere la forza contrattuale con i committenti evitando di ‘partire’ sottocosto”.
La speranza delle imprese marchigiane è che la crescita dei prezzi possa arrestarsi nelle prossime settimane. “Speriamo – conclude Bocchino – in un arresto della crescita”.
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