SERIE D – Il fanese in trionfo con il Desenzano, si è spostato da solo con grande sacrificio pur avendo un bimbo di un anno: “Ora Poule Scudetto senza pressioni”
Erano rimasti solo due gironi in Serie D ancora senza vincitori e uno di questi era il raggruppamento D, dove alla fine a esultare è stato il Desenzano che ha scritto la storia perché mai nella sua storia era stato in C. I gardesani, si sono imposti davanti a piazze storiche come Pistoia e Piacenza, oppure a una nobile decaduta come la Pro Sesto e infine il Lentigione. Nella rosa biancoceleste tanti nomi illustri come l’ex capitano della Triestina Procaccio, oppure l’ex Cremonese Brighenti e gli ex Serie A, Gori, Gagliano e Baraye senza dimenticare il fratello di Balotelli. Ma c’è anche un pezzo di Marche come il centrocampista Francesco Antonelli partito dal Porto d’Ascoli in Eccellenza per passare all’estroso Gianmarco Gabbianelli, con cui abbiamo ripercorso le emozioni di domenica pomeriggio dopo la netta vittoria a Vimercate sul campo del San Giuliano.
“È stata un emozione incredibile. Desenzano, magari a livello di piazza non è come Pistoia e Piacenza, ma sono tanti anni che investe. Indescrivibile vedere il presidente così felice come tutto la città di Desenzano“. Per il trequartista fanese doc è il terzo campionato vinto dopo quelli a Campodarsego e Rimini, dove in panchina c’era Marco Gaburro con cui quest’anno ha riscritto la storia sulle rive del Garda: “Sono qui grazie al mister che in queste categorie è un top. Ora deve dimostrare anche in categorie superiori perché penso che rimarrà anche l’anno prossimo, anche se poi a Rimini in quell’anno abbiamo fatto bene da neopromossa, centrando anche i play-off”. Una stagione partita in sordina, per il Desenzano, che poi però ha cambiato passo, costruendo passo dopo passo quello che è stato un vero e proprio sogno:” Non siamo partiti benissimo. Facevamo un calcio posizionale non proprio semplice. Dopo le due giornate dove abbiamo perso a Piacenza e pareggiato con il Pro Palazzolo, il mister ha cambiato modulo e quella è stata anche la sua forza. Da lì siamo ripartiti con un altro progetto. Abbiamo perso alla sesta con il Lentigione, poi abbiamo fatto una grande cavalcata perché in 28 partite ne abbiamo persa una sola. Nel girone di ritorno abbiamo fatto 43 punti. Partita decisiva? Dico quella con l’Imolese alla terz’ultima. In dieci abbiamo vinto. Sapevamo di dover lottare fino alla fine, ma lì abbiamo capito che potevamo davvero farcela”.
Gabbianelli, lo scorso anno alla Vigor Senigallia, parla anche della scelta di accettare la corte del Desenzano nonostante la lontananza da casa:” È stato veramente difficile perché mi sono spostato da solo. Devo fare i complimenti alla mia ragazza perché si ha avuto l’aiuto dei nonni, ma da sola con anche il lavoro e un bambino piccolo è stata davvero forte. Prima o poi la carriera di un giocatore finisce. Ho voluto provare a vincere e alla fine la scelta mi ha premiato. A Senigallia non c’erano più i presupposti per proseguire. Abbiamo provato ma alla fine si è prese strade diverse. Se vedi i giocatori che sono passati a Desenzano capisci tante cose. In rosa abbiamo Brighenti, Baraye e Gori. Giocatori non solo di spessore calcistico ma anche umano, perché in D si vince anche con l’uomo. Abbiamo avuto un momento difficile dove eravamo fuori io e altri. Ma è lì nei momenti difficili che è venuto fuori il gruppo”.
Nonostante l’infortunio è stata comunque una stagione da incorniciare per Gabbianelli, autore di sei goal e quattro assist:” Sono venuto a Desenzano per cercare di dare una mano al mister e non mi posso lamentare. Dalla terza giornata mi sono preso il posto da titolare. L‘infortunio mi ha un po’ bloccato, ma è stata comunque un’annata importante“. Sulle differenze tra girone D ed F:” Il girone D è molto difficile e lo avevo già vinto con il Rimini e anche in quell’anno c’era il Lentigione e un Ravenna fortissimo. Si equivalgono a livello di qualità. Sono forse i gironi più difficili. Nel girone F c’è più seguito e calore. Qui nel girone D a parte Piacenza, Pistoia e Sant’Angelo c’è poco seguito”. Ma per il Desenzano la stagione non è finita qui perché domenica inizierà la Poule Scudetto sul campo dell’Ostiamare in un triangolare dove c’è anche il Grosseto:” È bello e stimolante. Si gioca senza pressioni. Non è la nostra priorità. Vedremo dove arriviamo“. In chiusura sul futuro:” È una domanda difficile. Se ci sono le condizioni per proseguire, la mia famiglia mi seguirà. Vediamo quali sono i piani e obiettivi della società. Altrimenti troverò un’altra soluzione. Chissà magari un’altra piazza in D per vincere”.
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