Finti servizi per ottenere permessi di soggiorno: scattano quattro denunce

Scoperti i responsabili di un’organizzazione dedita a truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Si sono concluse da pochi giorni le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, che hanno portato alla denuncia di quattro persone coinvolte in un’organizzazione dedita a truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le vittime erano cittadini di origini peruviana e argentina, ingannati con la promessa di ottenere un permesso di soggiorno regolare in Italia.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Macerata con il supporto dell’Ufficio Immigrazione, sono iniziate nel settembre 2024, a seguito della denuncia di due cittadini peruviani – un amministratore aziendale e un’odontotecnica – truffati da un cittadino argentino residente in Italia. I coniugi avevano deciso di trasferirsi in Italia per garantire un futuro migliore alla loro figlia e avevano già subito estorsioni nel loro paese d’origine. Per cercare di regolarizzare la loro posizione in Italia, i due contattarono l’uomo tramite una pagina Instagram che offriva, a pagamento, servizi per ottenere un permesso di soggiorno per lavoro e sistemazioni abitative già pronte. Veniva richiesta una caparra iniziale prima dell’arrivo in Italia e il saldo restante al momento del loro ingresso nel Paese. L’indagato forniva l’appartamento e prometteva di occuparsi dell’intero iter burocratico, accompagnando le vittime agli uffici competenti per far loro firmare documenti, approfittando della loro scarsa conoscenza delle normative italiane.

In realtà, senza un visto per lavoro subordinato, i coniugi potevano rimanere legalmente sul territorio nazionale solo per 90 giorni per motivi turistici. Sfruttando questa finestra temporale, gli indagati predispondevano la documentazione e il cosiddetto “kit delle poste”, creando l’illusione che il permesso fosse ottenibile. Quando l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata negò la richiesta, le vittime compresero di essere state raggirate, presentando così denuncia.

La Squadra Mobile, insieme all’Ufficio Immigrazione, ha esaminato tutte le pratiche simili presentate da cittadini argentini e peruviani, notando numerosi documenti compilati nello stesso modo. Le indagini hanno rivelato che altre persone erano state truffate con lo stesso metodo, e molte di queste hanno deciso di lasciare l’Italia senza recuperare le somme versate. Grazie all’analisi dei conti correnti degli indagati e alla ricostruzione dei flussi di denaro, la Procura ha delineato l’operato dell’organizzazione, che ha realizzato un giro d’affari stimato attorno ai 40.000 euro.

La Sezione criminalità straniera della Squadra Mobile di Macerata, coordinata dalla Procura, ha quindi notificato avvisi di garanzia a quattro soggetti – due italiani e due argentini – ritenuti responsabili delle truffe e dei reati legati all’immigrazione, confermando l’ampiezza e la gravità del fenomeno.

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