Un artigiano di Fermo è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali gravissime. Lo scorso 11 gennaio l’uomo ha violentemente aggredito un collega di lavoro davanti a un bar del centro.
A tarda notte, l’uomo in preda ai fumi dell’alcool, ha colpito al volto il collega, nonostante tentasse di non reagire alle provocazioni. Secondo la ricostruzione della polizia, prima sono volati pesanti insulti, poi, mentre la vittima cercava di entrare in auto per andarsene, l’artigiano ha iniziato a prendere a calci la vettura. Appena il collega è sceso, l’aggressore lo ha colpito con tre pugni lasciandolo a terra privo di conoscenza. Un cliente del bar gli ha prestato soccorso ed è riuscito a riprendersi per tornare a casa.
Sembrava fosse finita lì. Dopo tre giorni, l’uomo per i dolori era andato in ospedale e lì è stato ricoverato per le lesioni riportate quella notte. È entrato in coma, per un edema cerebrale diffuso con ipertensione endocranica: i medici hanno sciolto la prognosi dopo un mese, ma le condizioni del paziente rimangono tuttora critiche per via di una neurolesione.
Dalle indagini è risultato che l’aggressione sarebbe stata generata da un debito di gioco alle slot machine, ma ovviamente l’alcool aveva peggiorato la situazione.
Ora l’artigiano si trova in carcere a Fermo, su disposizione del Tribunale. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per i suoi atteggiamenti pericolosi.
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