Commerciante paga, poi denuncia
di Gianluca Fenucci
«Ho avuto paura anche se non avevo nulla da nascondere; quell’uomo però mi ha causato così tanta ansia che ho preferito assecondarlo e pagare 160 euro ma poi ho capito di essere stata truffata e mi sono rivolta ai carabinieri».
Lucia Castignani, titolare della gastronomia Le Mani di Castignani che gestisce con la famiglia, è ancora impaurita da ciò che le è accaduto giovedì scorso a Falconara. «Si è presentato in negozio un uomo di 53 anni – dice la signora – asserendo che il sabato precedente gli avevo venduto delle lasagne che contenevano pezzi di vetro che avevano ferito sua figlia alla bocca. Ho subito risposto che era impossibile perché non utilizzo nulla di vetro in cucina ma lui ha replicato che era a Falconara in vacanza, che era parente di un mio cliente, e che aveva comprato 8 lasagne e mi ha fatto vedere un pezzo di vetro dicendomi che la figlia lo aveva ingoiato e l’aveva dovuta portare urgentemente al pronto soccorso».
La titolare della gastronomia ricorda quei minuti concitati. «Prima di venire in negozio aveva minacciato al telefono di denunciarmi ai Nas ma io ho risposto che non temevo nulla anche se l’ansia mi stava divorando. Quando si è presentato ho avuto paura; mi ha chiesto 100 euro come risarcimento del cibo che aveva acquistato e che non aveva potuto mangiare ed anche 60 euro per le medicine acquistate in farmacia e che aveva dovuto assumere la figlia. Gli ho dato il denaro ma ho cominciato a pensare che c’era qualcosa che non quadrava: perché presentarsi il giovedì successivo se la figlia era rimasta ferita 6 giorni prima? Martedì scorso abbiamo visto che c’erano 11 telefonate dallo stesso numero sul cordless: era il suo cellulare. L’uomo ha poi richiamato pretendendo altri soldi perché anche la moglie era rimasta ferita dal vetro».
La signora Lucia, anche consigliata dai familiari, ha capito che era il momento di denunciare l’episodio ai carabinieri della tenenza falconarese che hanno progettato di intervenire per arrestare il malfattore in flagranza di reato, ritenendo che sarebbe tornato nel negozio a pretendere soldi. «I militari sono stati molto bravi – dice la commerciante – non ci hanno mai abbandonato e mercoledì scorso alcuni di loro, in borghese, sono stati con noi in negozio quando si è presentato il truffatore per chiedere altri soldi. Io gli ho allungato altri 60 euro che lui subito ha afferrato ed allora sono intervenuti i carabinieri e lo hanno arrestato. Mi hanno detto che era uno conosciuto per questo genere di truffe che ha perpetrato ad almeno altri 5 esercenti della zona che avevano denunciato i fatti. Fortunatamente, grazie al suo cellulare, ora sono riusciti a risalire a lui e lo hanno arrestato».
Il giudice ha convalidato l’arresto dell’uomo che è risultato essere non solo celibe, ma anche privo di figli, e stando ai testimoni, è italiano e parla con accento meridionale. Il giudice ha disposto il divieto di dimora nella regione Marche.
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