Fano in Eccellenza con Mirco in panchina e Andrea in campo – indisponibile in finale -. Una gioia che varrà per tutta la vita
Un palmares ricchissimo per entrambi, anche se di vincere non ci si stanca mai. E se poi capita di farlo insieme, è l’apoteosi. Padre e figlio che esultano a casa loro. Una gioia incommensurabile che varrà per l’eternità. Mirco in panchina, Andrea in campo. E’ un brivido che scorre dietro alla schiena degli Omiccioli. Due fanesi per Fano. E per la rinascita dell’Alma.
Mister Omiccioli è un tecnico navigato, per lui una sfilza di campionati portati a casa – in Promozione ha fatto tre su tre con Urbania, Jesina e Fano – ma trionfare al Mancini è stato tanto stressante quanto impagabile. D’altronde la responsabilità era tripla, neanche doppia. All’ultimo rigore sbagliato dal Colli, Mirco è entrato in campo ed è stramazzato sull’erba. Ha raggiunto la pace dei sensi al culmine di un anno in cui ci ha messo tanto del suo per essere lì. Obiettivo centrato.
E Andrea? La finale l’ha dovuta saltare per il riacutizzarsi di quei problemi che lo hanno limitato nel 2026. Ma il metronomo classe ’87, figlio di Mirco, era stato fondamentale soprattutto nel girone d’andata. A Fano – ci aveva già giocato in D e Lega Pro – ritornò due estati fa in Terza Categoria sposando il progetto – naturalmente vincendo in carrozza… -, poi zittendo qualche scettico che credeva non avesso più il ritmo adatto per la Promozione. Perchè fin quando c’è stato lì in mezzo si è fatto sentire, d’altronde un piede così a queste latitudini è merce rara. Mirco e Andrea, Andrea e Mirco. Padre e figlio nella storia di Fano e del Fano per l’eternità.
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