SERIE C – Il ds dei canarini è un romagnolo doc: “Sono nato nei tubi innocenti della curva Mare del Manuzzi, sarà emozionante”
di Lorenzo Attorresi
Cuore bianconero ma capo dell’area tecnica gialloblu. Fermana-Cesena non può essere una gara qualsiasi per Massimo Andreatini, romagnolo e da tre anni nelle Marche. Il ds non ha mai nascosto la sua fede per il Cesena. La leggenda narra che Andreatini abbia vissuto dal vivo tutte le promozioni dei bianconeri. “Tutto vero, ne ho saltata solo una, quella in C dell’anno scorso, quando il Cesena a maggio pareggiò 1-1 a Giulianova vincendo il girone F di Serie D. Con la mia Fermana giocavo in contemporanea (era in programma il derby di fine campionato con la Samb che precedeva i playoff, ndr). Sono nato nei ‘tubi innocenti’ della curva Mare del Manuzzi e con il Cesena iniziai a giocare a calcio quando ero un bambino. Rimasi fino agli Esordienti. È emozionante affrontare quella squadra ma devo pensare al mio lavoro e alla mia professione – ha raccontato Andreatini -. Trovo che i nostri avversari siano in difficoltà più per i risultati che per le prestazioni. Non dobbiamo ragionare con la classifica in mano, che dopo 12 partite è bugiarda”. Romagnolo come Andreatini è Mauro Antonioli, il tecnico che ha preso in mano la Fermana. “Il mister ha ridato serenità ed autostima ad una squadra che ne deve avere perché ha importanti valori tecnici e umani. E a Rimini ha anche dato segnali precisi facendo capire che nessuno è padrone del proprio ruolo. Così la competizione si alza e per il collettivo questo è fondamentale”.
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