di Gianluca Fenucci
«Sulla riqualificazione dell’ex Garage Fanesi l’amministrazione comunale è convinta di aver operato per il bene della comunità e nel rispetto delle regole e si augura che la situazione venga chiarita al più presto, in modo da preservare un investimento che va a vantaggio di tutti i cittadini». La giunta di Falconara Marittima si difende dopo che giovedì scorso è stato sequestrato il cantiere dell’ex Garage Fanesi, un progetto del valore complessivo da 5,2 milioni di euro, con l’accusa di alcune presunte irregolarità in tema edilizio e paesaggistico.
«Il sindaco è stato coinvolto d’ufficio come sempre accade in ogni procedimento giudiziario che riguardi il comune. Riteniamo il progetto di recupero dell’ex Fanesi fondamentale per la riqualificazione del centro cittadino – continua la nota della giunta – si tratta di un edificio rimasto abbandonato per oltre 20 anni, che era divenuto simbolo di degrado e insicurezza, con ripercussioni negative anche sul valore e sul decoro degli edifici circostanti. La riqualificazione dell’immobile è stata resa possibile grazie all’ottenimento di importanti finanziamenti. L’obiettivo dell’amministrazione è duplice: da un lato garantire un maggiore presidio del centro attraverso lo spostamento del comando della polizia locale, dall’altro offrire servizi più adeguati a una popolazione che, in questa zona, è mediamente più anziana, anche grazie allo spostamento dell’anagrafe. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una ludoteca per bambini, di un circolo per anziani e di spazi di coworking destinati ai giovani, con l’intento di favorire l’integrazione intergenerazionale e mantenere vivo il centro città, dove si concentrano tante attività commerciali».
I sigilli al cantiere sono arrivati nell’ambito dell’indagine avviata alcuni mesi fa dalla procura, i cui accertamenti sono scattati dopo la querela e la denuncia alla Procura della Repubblica presentate da Gigliola Fanesi, figlia di Cesare, proprietario degli immobili tra cui il garage ed è stata affidata al PM Marco Puccilli. «Stiamo parlando di un mostro, di un immobile pesantemente sovradimensionato di 19,5 metri di altezza e costruito a 40 cm. di distanza da tutte le costruzioni vicine. Non cerco un capro espiatorio – dice Gigliola Fanesi – ma voglio che sia fatta giustizia su una vicenda allucinante: un mostro nel centro della città che prima doveva essere realizzato in cemento armato ma si sono accorti che era un abuso edilizio e l’hanno modificato costruendolo in acciaio. Per chi abita vicino manca l’aria, non c’è luce, c’è un vero e proprio cono d’ombra: un immobile che è un obbrobrio. Non abbiamo neppure più una privacy per chi abita qui».
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