Un negozio chiuso per pochi affari e una montagna di debiti da pagare all’Erario tra accertamenti di Equitalia, sanzioni e interessi accumulati negli anni. Decine di cartelle fondate sul reddito presunto e annesse sanzioni che, non contestate a tempo debito, a partire dai primi anni 2000 e con tutte le more del caso, avevano fatto lievitare la posizione sopra i 370mila euro. Cifra impossibile da pagare per un ex commerciante anconetano che tuttavia ora potrà uscire dalle sabbie mobili del sovraindebitamento pagando 36mila euro per i prossimi 5 anni.
Tutto grazie al cosiddetto “concordato minore”, procedura prevista al Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza. L’ex commerciante, assistito dal Pool Anticrisi composto dall’avvocato Riccardo Crispiani e da Maurizio Leonardi, dottore commercialista e revisore contabile, ha proposto un piano di rientro attraverso l’Organismo per la gestione della crisi dell’Ordine dei Commercialisti. Lo stesso piano è stato presentato ai creditori e, dopo il loro voto favorevole, omologato nei giorni scorsi dal Tribunale di Ancona. “A partire dalla Legge anti suicidi del 2012 – spiegano Crispiani e Leonardi – negli ultimi 10 anni il Legislatore ha rivoluzionato l’approccio verso situazioni di questo tipo fornendo gli strumenti per offrire ai debitori una seconda chance. Ogni caso, ovviamente, va valutato attentamente per poterlo incanalare nel percorso corretto. Vanno individuati esatta esposizione, origini e cause del sovraindebitamento, situazione familiare, reddito e beni per poter presentare una proposta congrua”.
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