Enrico Mattei partigiano e la riconoscenza del Presidente alle Marche per la Liberazione d’Italia

Enrico Mattei (primo a dx) nella sfilata della vittoria del CLNAI a Milano

Il 25 Aprile a San Severino. Una grande suggestione nell’anniversario in corso di celebrazione dell’Uomo che vedeva il futuro

In quella memorabile allocuzione sabato al teatro Feronia di San Severino nella giornata della Resistenza “La Repubblica e’ riconoscente al popolo delle Marche” il Presidente Sergio Mattarella ha voluto affermare e valorizzare non solo la lotta di una regione contro il fascismo ma (siamo certi, seppure non espressamente citato) anche la formidabile, per tanti versi unica, azione di un grande Marchigiano Liberatore: Enrico Mattei. Il partigiano ‘Marconi’ che non a caso partecipo’ in prima fila al corteo milanese del CLNAI che sanci’ la vittoria della Democrazia in Italia.

Mattei esercito’ la sua azione (centrale per l’intera rete della Resistenza maechigiana) proprio nell’entroterra sanseverinate a Gaglianvecchio, con la ‘protezione’ logistica della famiglia Dari Mattiacci. Che piu’ volte lo sottrasse alla cattura con numerosi strattagemmi e spesso occultando sotto cumuli di fascine la ‘Topolino’ con cui si muoveva  da un luogo all’altro con una copertura ‘venatoria’: fucile e giubba da cacciatore. 

Casa Dari Mattiacci a Gaglianvecchio

Il fondatore dell’Eni fu sempre grato a questa famiglia settempedana: le visite a Gaglianvecchio precedevano quelle a Matelica. 

Ed un giorno propose davantl camino acceso dei Dari-Mattiacci sorseggiando l’ottimo vino della casa, al patriarca Domenico (Minicu’) un ‘pensionamento d’oro’: il trasferimento a San Donato Milanese in una villa a zero spese accanto a lui, nel quartiere residenziale Eni. Minicu’ gli rispose: “Righetto, noi siamo come la lepre. Dove nasciamo la’ moriamo. Grazie ma restiamo a Gaglianvecchio a cacciare, pescare e a fare il nostro vino buono. E qui aspettiamo ogni volta il tuo ritorno”. Domenico mori’ ultracentenario.

Mattei partigiano (2. da sx) a casa Dari Mattiacci

L’Uomo che vedeva il futuro comprendeva altrettanto bene il presente. Non insistette, intuiva da marchigiano che non c’era nulla da fare con Menicu’ Dari Mattiacci.

Intanto la Settimana Matteiana della Fondazione va avanti. Dopo il convegno di apertura, venerdi, e’ la volta oggi (ore 18.30) della ‘tappa’ all’ateneo di Camerino, facolta’ di Giurisprudenza. Mercoledi (ore 17.30) evento al teatro di Matelica e il giorno dopo a Macerata -Unimc, facolta’ di Giurisprudenza (ore 18.30). 

Sul tavolo temi che questi giorni terribili rendono di fortissima attualita’: geopolitica in tutte le sue sfumature. Medio Oriente, fabbisogno energetico, sfide globali. Africa, Cina, Russia, Usa, Europa: Mattei a 360 gradi sulla scena globale. Tanto per un uomo solo, ma fu proprio cosi. Non improprio dunque pensare a lui per un Piano destinato all’Africa, per andare nel vivo di una querelle che da un ambito familiare sta interessando l’opinione pubblica italiana.

Sia sul versante dei progetti (al momento non macro) sia su quello pure rilevantissimo africano appare in definitiva a chi scrive l’attribuzione di Piano Mattei oggettivamente circoscritta nei riguardi di un Protagonista assoluto post guerra. Che fu, ricordiamo:  autore del miracolo economico italiano, che si muoveva da New Caesar (per la stampa americana) sulla scena mondiale, infine considerato a buona ragione un leader morale dai Popoli in marcia stando alla storica definizione di Giorgio La Pira. “Ci fosse stato Lui non ci sarebbe stato, tanto per intenderci, il caso Lampedusa e dintorni” dichiara un matteista convinto, il matelicese Ivano Tacconi a Macerata il consigliere comunale piu’ eletto dal dopoguerra ad oggi.

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