Domani (13 maggio) il primo incontro in Regione. Annunciata la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi con 170 operai
Lavoratori in sciopero e in assemblea, stamattina, davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dopo l’annuncio choc di ieri dell’azienda che intende intraprendere un piano di ristrutturazione con 1.700 esuberi che comporterebbe anche la chiusura del sito di Cerreto che produce cappe da cucina e occupa circa 170 addetti tra cui 68 operai e il resto impiegati.
Scoramento e rabbia tra i lavoratori – sono una settantina gli operai e per il resto impiegati – tra i quali ci sono anche coppie, marito e moglie, e quindi famiglie che resterebbero completamente senza occupazione di sostentamento.
Per domani sarebbe stato già convocato un primo incontro in Regione sulla crisi.
“Electro…shock!”, è l’emblematica scritta che compare su un cartello mostrato da Pierpaolo Pullini (Fiom Cgil) e rende l’idea dello stato d’animo di operai e impiegati del sito: “C’è grande amarezza – dice all’Ansa Pullini – per quello che le persone hanno fatto da quando è arrivata questa multinazionale e per le aspettative create e che avevano, grande paura per un futuro che ora diventa incerto ma anche tanta determinazione a fare tutto ciò che possiamo fare affinché ciò non avvenga.
Il piano industriale deve essere ritirato: non è possibile che una multinazionale come Electrolux presenti un piano di desertificazione industriale perché le cappe che vengono prodotte qua, patrimonio del territorio, verranno prodotte in Polonia e non vorremmo che risorse venissero tolte qua per investire anche nel Nord America: sarebbe una vergona. Il governo metta in atto tutte le azioni anche di politica industriale perché le produzioni continuino sul territorio italiano“.

“Ci avevano parlato di una riorganizzazione ma non ci aspettavamo un impatto così pesante per Cerreto e per il resto del Gruppo – commenta Nicola Salsano (UIlm) della Rsu – con dismissioni di varie lavorazioni in alcuni stabilimenti che danno l’idea di un lento tracollo del settore dell’elettrodomestico almeno da parte di Electrolux”.

L’Amministrazione comunale di Matelica esprime profonda preoccupazione in merito al piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che al momento prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi.
Una vicenda che coinvolge direttamente anche diverse famiglie matelicesi, considerando i lavoratori residenti nel territorio impiegati nello stabilimento. La prospettiva di una chiusura totale del sito rappresenterebbe un colpo durissimo non solo per Cerreto d’Esi e il comprensorio fabrianese, ma per tutto l’entroterra marchigiano, già segnato negli ultimi anni da difficoltà economiche e occupazionali.
Il Comune di Matelica esprime piena solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, sostenendo il percorso avviato dalle organizzazioni sindacali, che domani saranno ascoltate in Regione Marche dal Presidente Francesco Acquaroli.
Successivamente seguirà la convocazione del tavolo del lavoro promosso dal Sindaco di Fabriano Daniela Ghergo, momento fondamentale per avviare un confronto istituzionale serio e condiviso sul futuro del sito produttivo.
Il sindaco di Matelica Denis Cingolani ha partecipato alla manifestazione organizzata proprio presso lo stabilimento di Cerreto D’Esi. «Vogliamo dare pieno sostegno alle maestranze e alle famiglie coinvolte – dichiara il sindaco – ma soprattutto vogliamo alzare il tiro affinché venga evitata la chiusura totale del sito di Cerreto d’Esi, come paventato dall’azienda. La perdita di 170 posti di lavoro sarebbe una ferita lacerante per tutto il territorio, in particolare per l’entroterra marchigiano, dove ricollocare 170 persone è molto più difficile rispetto ad altre aree della regione, come la costa. Serve una risposta forte e condivisa da parte delle istituzioni, perché qui non si difende soltanto uno stabilimento, ma il futuro occupazionale e sociale di un intero territorio».
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