Un convegno, un festival e un Premio letterario dal 22 aprile al 4 settembre.
Franco Capponi: “Un grande progetto strutturato”. Ed annuncia la pubblicazione di nuovi scritti, a cura della casa editrice Quodlibet
di Maurizio Verdenelli
Dolores ritorna in citta’. Centotrenta anni dopo la sua nascita romana, rientra a Treia cui ‘non apparteneva’ ma che ora le appartiene. Per sempre. Non ci sara’ lo zio prete ansioso perche’ lei, quella bambina gracile affidatagli ad appena 5 anni (era nata da incerto padre il 10 aprile 1892) non ‘gli’ morisse in casa. No, non lo ascoltera’ piu’ con il cuore in gola, seminascosta sotto il tavolo del salotto. “Treia fu il mio spazio, il panorama che la circonda, la mia visione, terra del cuore e del sogno…“.
Giu’ la piazza ad attendere Dolores ci sono stavolta tutti. La sua citta’ lasciata a 18 anni, mai dimenticata, la fonte della vocazione di grande narratrice, come Recanati per Giacomo.
“E lei il nostro Marcel Proust” disse nel Duemila poco prima di morire a Lucia Tancredi, la grande Lalla Romana che Cesare Pavese aveva nel suo giro stretto delle scrittrici piu’ apprezzate. Gia’ Pavese, gia’ Einaudi, gia’ Natalia Ginzburg curatrice (un po’ impietosa) di “Giu’ la piazza non c’e’ nessuno” che strappata dai cassonetti romani di Prima Porta, grazie ad Ines e Filippo provvidenziali e benemeriti vicini di casa, diventa la nostra proustiana Recherche.
Lucia Tancredi curera’ dal 2 al 4 settembre per l’associazione EV, il ‘Giu’ la piazza festival’. Oggi, Giornata della Donna -coincidenza assolutamente non casuale- e’ stato presentato in Provincia l’intero pacchetto di celebrazioni. Che prevede anche un convegno di studi il 22 aprile e il 3 settembre, il Premio letterario ‘Dolores Prato – Citta’ di Treia‘ a cura della giornalista Lucrezia Sarnari riservato a ‘firme’ al femminile.
All’incontro con la stampa, accompagnato dal vice David Buschittari e dalla dirigente Liliana Palmieri, il sindaco Franco Capponi cui si deve non pochissimi anni addietro (affiancato da Fabio Macedoni) la meritoria di recupero dell’opera e della figura della Prato.
E se c’e’ oggi in Italia il caso di una grande scrittrice figlia ‘in toto’ della propria citta’, questo e’ costituito dal binomio Dolores-Treia. “Ed oggi noi le restituiamo per il suo 130esimo anniversario, tutto cio’ incassato con i diritti d’autore delle edizioni del suo capolavoro dopo Einaudi pubblicato integralmente da Mondadori ed ora tradotto in francese ed olandese” dichiara il sindaco.
In primo piano: Liliana Palmieri, dirigente del Servizio Cultura del Comune di Treia. Le e’ accanto Lucrezia Sarnari, giornalista-blogger, treiese d’origine, residente a Perugia.“Dobbiamo poi a Quodlibet la prossima stampa di altri scritti di Dolores: su Dante e sul ‘no’ a Roma Capitale d’Italia a cura rispettivamente di Elena Frontaloni e Valentina Polci”. Soddisfatto, Capponi, per il ‘lavoro di squadra’ ‘definito cosi’ da Buschittari- delle associazioni treiesi che collaborano al festival: “E’ motivo di grande soddisfazione perche’ finalmente c’e’ un progetto strutturato dopo il grande lavoro portato avanti nel corso degli anni”.
Dice la treiese Stefania Monteverde (gia’ vicesindaco di Macerata) a nome di EV: “La comunita’ si riappropria con la Prato di un grande patrimonio culturale. Per questo chiederemo il patrocinio Unesco”. Sul programma: “Mostre,
passeggiate patrimoniali (leggi: trekking urbano ndr), eventi culturali e il convegno”.
Lucia Tancredi: “E speriamo che la scrittura delle donne, quella alta di Dolores, irrompa a buon diritto pure nell’Universita’ e nell’Accademia finora un po’ resistenti”.
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