Il tecnico che salvò l’Alma Juventus Fano ai playout nel 2022 ha vinto con il Savoia. L’attaccante ex K Sport in D con il Licata
Non solo al Nord e al Centro, perché anche anche al Sud un ex pezzo di Marche ha scritto la storia. Partiamo per gradi. Raimondo Catalano forse non tutti se lo ricordano, ma è passato nelle Marche nella stagione 2021-2022 quando condusse da subentrato alla salvezza in D – tramite play-out contro il Castelfidardo, gol di Casolla in rovesciata al 90′ per l’1-1 – l‘Alma Juventus Fano dell’allora presidente Russo. Fu una stagione a dir poco complessa per i granata, in cui il tecnico originario di Bari fu il quarto e anche ultimo allenatore a sedersi in panchina dopo gli avvicendamenti di Giofrè, Fiscaletti e Cappellacci. A fine stagione, però, il divorzio e la ripartenza dalla sua Puglia, precisamente da Gravina, dove anche nella Murgia si ripetè portando i gialloblù alla salvezza tramite spareggio contro il Molfetta. L’anno dopo, ancora in gialloblù, paga una prima parte di campionato deludente, venendo sollevato dall’incarico per poi essere richiamato a metà marzo al posto dell’ex Matelica Luca Tiozzo e con lui al timone il Gravina cambiò passo inanellando cinque vittorie e tre pari che valsero il biglietto per la salvezza diretta.
Dopo l’esperienza l’anno scorso nelle giovanili del Bari, in estate la chiamata del Savoia riportato nei professionisti dopo undici anni di attesa per tutta la gioia del popolo di Torre Annunziata che è esplosa domenica scorsa dopo la vittoria promozione contro la Sancataldese in un Giraud gremito e ribollente di passione. Un capolavoro e trionfo costruito passo dopo passo ma ampiamente meritato per la formazione del principe Emanuele Filiberto di Savoia e del presidente Matachione, che ha avuto la meglio nel testa a testa contro i siciliani del Nissa che in rosa annoverano l’ex difensore di Vis Pesaro e Recanatese Cusumano, in un girone I davvero equilibrato e difficile, dove spiccavano anche la Reggina, la Vigor Lamezia, la Vibonese, l’ambizioso Athletic Palermo il cui direttore generale è Giorgio Perinetti, la Gelbison e il Messina, partito però in ritardo e tra mille difficoltà per via delle vicissitudini societarie. Ma per Catalano non è una prima volta, perché nel suo palmarès vantava già una promozione in C quando era al Martina, ma da vice. E ora chissà che dopo tanta D non sia ora del grande salto da capo allenatore nei professionisti. Intanto però i campani si godono la festa e si preparano per la Poule Scudetto che inizierà domenica al Puttilli contro il Barletta del fermano Massimo Paci.
Ma Catalano non è l’unico ad aver festeggiato al sud. Circa 750 kilometri più in giù, precisamente in Sicilia, c’è un altra recentissima ex conoscenza marchigiana che ha esultato, seppur con larghissimo anticipo. Si tratta dell’attaccante Niccolò Micchi, accostato in passato anche alla Maceratese, che dopo aver sfiorato lo scorso anno la vittoria del campionato con il K-Sport Montecchio Gallo, si è riscattato trionfando con il Licata, realtà in provincia di Agrigento. Si tratta di un ritorno immediato in D dopo l’amara retrocessione dello scorso anno per la formazione gialloblù che ha letteralmente dominato il girone A di Eccellenza siciliana, festeggiando a fine marzo. Una scelta dunque azzeccata per l’attaccante toscano (ndr due goal in maglia gialloblù) che, come lo scorso anno a Montecchio, è arrivato in corsa a inizio dicembre a Licata, dopo che aveva iniziato l’annata in Umbria nell’ambiziosa Pietralunghese, tra l’altro possibile prima avversaria dalla Fermana ai play-off nazionali.
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