Un ritorno allo stadio particolare in occasione di Ascoli-Frosinone
Una storia di tifo e amore che resiste all’assenza e alla distanza. Raffaele Pappacoda, salernitano doc ma tifoso dell’Ascoli dagli anni ottanta. Il messaggio arriva subito forte e chiaro: “Domenica sarò al Del Duca a vedere il Picchio. Da Salerno dopo 12 anni torno al tempio“.
Basta questo per sentire una passione altissima, che copre i chilometri. Ma come è nata questa passione? “Come detto sono Salernitano e tifo Ascoli dagli anni ’80, so a memoria l’Ascoli di Pazzagli, Destro, Gori, Benetti, Fontolan, Arslanovic, Cvetkovic, Giovanelli, Casagrande, Giordano, Carillon”. Una vera litania per tutti i tifosi bianconeri.
Esame superato quindi, ma come può un campano essersi innamorato così di una squadra come l’Ascoli? “Sin da piccolo, 7-8 anni (adesso ne ho 49). Diciamo che è un quinto mistero di Fatima. Non mi piacciono i cavalli sicuri, vedere una squadra piccola che non aveva paura delle grandi mi ha affascinato. Rozzi quando lo seppe mi regalò il disco “Ascoli Sei Grande” con tanto di dedica: “A Raffaele tifoso del nostro meraviglioso Ascoli”. Da questo si capisce anche la grandezza di Rozzi“.
Sono 12 anni che Raffaele non torna al Del Duca, domenica contro il Frosinone riuscirà a salire nelle Marche. “A parte i noti problemi di Covid, mi diletto nel teatro amatoriale che impegna i fine settimana, poi devo anche spostarmi spesso dalla Campania per motivi affettivi, quindi non sono davvero mai riuscito. Ora posso e sono strafelice”.
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