Le parole del padrone di casa del Festival
di Maikol Di Stefano
“Nessun artista manca di rispetto ne a sé stesso, ne all’interpretazione, ne alla gara”. E’ dovuto intervenire con queste parole lo stesso Amadeus, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, che durante la conferenza stampa di presentazione della quarta serata, quella di stasera, è stato chiamato in causa sul FantaSanremo. E’ proprio il gioco made in Marche, nato al bar corva Papalina ad aver attirato l’attenzione e la simpatia di tanti, molti, quasi tutti, tranne che di qualche critico giornalistico che ha iniziato a muovere al game i suoi attacchi. Il Giornale e RollingStones su tutti.
Eppure difficilmente si comprende il perché di tutto questo, dopo anni in cui il festival della canzone italiana, soffriva la nomea di spettacolo per anziani, l’avvento degli artisti più amati dai ragazzi e soprattutto la complicità del FantaSanremo lo hanno reso uno spettacolo trasversale, fruibile a tutti. Ai classici appassionati nel godersi la kermesse, agli amanti del mondo social e dell’intrattenimento per tutto quello che si muove intorno. Eppure è bastato qualche artista troppo complice, la voglia di rendere realmente leggero un momento di musica, per far iniziare il chiacchiericcio di alcuni addetti ai lavori.
“C’è un clima, un mondo, un Sanremo molto giovane e molto social che entra nel festival e che non va tenuto fuori. – ha spiegato Amadeus con calma, serenità e voglia di rendere merito a quanto sta accadendo – Si è creato un tam tam che coinvolge milioni di persone, di ragazzi e questo li avvicina al festival. Sono artisti giovani ed è giusto che giochino e siano complici e lo fanno sapendo che io sono più antico e a volte non mi accorgo di cosa accada”.
Critiche, attacchi, sminuiti immediatamente dal padrone di casa del Festival, il quale a differenza forse di alcuni critici d’eccellenza, ha colto e capito immediatamente lo spirito di cosa sta accadendo. Ovvio che poi a scrivere in questo caso, è qualcuno di parte che era tra i primi quaranta giocatori tre edizioni fa e che oggi, come tutto il mondo marchigiano, quasi trasversalmente esulta nel vedere come un’idea goliardica, genuina, nata al tavolino di un bar nella frazione di un paesino, sia il trend topic dei social, finisca nei programmi radio e televisivi, sia motivo di confronto fra gli artisti nei loro social e a cui sorge una domanda, ma al mondo mainstream non è che forse da fastidio proprio questo? Che qualche ragazzo in un bar, dopo anni di piattume sia stato in grado di ridare brio al Festival di Sanremo riuscendo a coinvolgere giocatori, artisti, massmedia solo con un gioco senza premi?
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