Corridonia, imprenditore edile arrestato per estorsione: denunciato il socio in affari

I due sottraevano 500 euro al mese dallo stipendio di un loro dipendente senegalese

Nella giornata di ieri, il personale della Squadra Mobile di Macerata ha tratto in arresto per il reato di estorsione continuata in concorso L.M., 41enne italiano, e ha denunciato in stato di libertà il suo socio in affari A.M.

I due, entrambi soci al cinquanta per cento di una società edile di Corridonia sono responsabili di aver estorto al loro dipendente, di nazionalità senegalese, dalla sua retribuzione mensile pari a circa 1.400 euro netti, la somma di circa cinquecento euro mensili, a partire dal dicembre 2015, data della sua assunzione. La richiesta estorsiva era supportata dalla minaccia diretta al lavoratore che se non avesse ottemperato, avrebbe perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno.

Il senegalese ha sopportato questa situazione per circa tre anni dovendo affrontare grandi difficoltà economiche per sopravvivere a causa delle spese che era costretto a sostenere: l’uomo infatti, inviava denaro alla sua famiglia in Senegal e pagava il canone di locazione dell’appartamento in cui viveva; riusciva a stento ad acquistare qualcosa da mangiare per poter sopravvivere. Disperato per la difficile situazione si è rivolto al sindacato Cgil di Macerata che gli ha consigliato di sporgere una querela e lo ha accompagnato in Questura dove hanno raccolto la testimonianza ed analizzato la situazione. Gli operatori della Squadra Mobile hanno raccolto tutti gli elementi e predisposto un servizio specifico diretto ad accertare i fatti: degli agenti in borghese hanno seguito il datore di lavoro e il suo socio in affari mentre andavano a prendere il lavoratore senegalese per recarsi insieme in Banca. Nel frattempo ad attenderli all’Istituto bancario c’erano altri uomini in borghese che hanno assistito alla consegna del denaro ad opera del personale della Banca fatta con banconote la cui matricola era già stata registrata dagli uomini della Squadra Mobile. Un’altra pattuglia all’uscita seguiva gli spostamenti attendendo che il datore di lavoro ed il dipendente si separassero per poter intervenire. In quel momento gli operatori hanno bloccato l’imprenditore e lo hanno perquisito trovandogli addosso 500 euro, somma estorta e prelevata dallo stipendio del giovane straniero.

Le banconote corrispondevano a quelle dello stipendio in quanto erano state annotate le matricole identificative. Tutti gli elementi raccolti hanno consentito, quindi, di arrestare in flagranza l’imprenditore e di denunciare il suo socio. L’attività di polizia giudiziaria ha consentito di appurare una situazione sommersa ma di fondamentale importanza.

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