ECCELLENZA – L’ormai ex dirigente rossoblù ringrazia tutti, dagli allenatori a Profili, e ammette: “Un contesto estremamente complesso, con mille difficoltà e con una situazione che molti consideravano quasi impossibile da raddrizzare”
Si è interrotto il rapporto tra la Civitanovese e il direttore generale Paolo Pochetti. Il dirigente ha voluto salutare e ricordare così il suo percorso rossoblù: “Il mio percorso con la Civitanovese è iniziato a luglio in un contesto estremamente complesso, con mille difficoltà e con una situazione che molti consideravano quasi impossibile da raddrizzare. Ho deciso comunque di accettare questa sfida perché credevo che, attraverso il lavoro, la dedizione e lo spirito di gruppo, si potesse provare a conquistare una salvezza che sulla carta appariva insperata. All’inizio di questo percorso con me c’era Andrea Mercanti, che ha accettato l’incarico spinto dal grande amore per la Civitanovese. A lui va il mio sincero ringraziamento per quanto ha fatto nei primi mesi di collaborazione e per il supporto che mi ha dato in una fase particolarmente delicata. Desidero ringraziare anche tutti quei calciatori che, soprattutto all’inizio della stagione, hanno scelto di venire a Civitanova nonostante le enormi difficoltà del momento. Da luglio fino a pochi giorni fa abbiamo ricevuto centinaia di rifiuti, e per questo chi ha deciso di sposare il progetto merita grande rispetto”.
“Dopo Mercanti si è intrapreso un percorso con Daniele Marinelli – continua Pochetti – un cammino certamente complicato ma sempre improntato a valori che ritengo fondamentali nello sport e nella vita: lealtà, spirito di sacrificio e dedizione al lavoro. Ringrazio Daniele sinceramente, sia dal punto di vista professionale che umano, per il lavoro svolto insieme. Un ringraziamento va anche a Massimo Silva e a tutti i calciatori che oggi fanno parte della rosa della Civitanovese. Ho voluto salutarli personalmente con un messaggio, perché credo che il rispetto verso i ragazzi che ogni giorno scendono in campo sia sempre la base di tutto. Ringrazio inoltre tutte le donne e gli uomini che hanno collaborato con me durante questa esperienza. Tante persone lavorano per la Civitanovese per puro amore dei colori, dedicando tempo, energie e passione senza cercare alcun ritorno economico. Questo rappresenta uno dei patrimoni più autentici del calcio”.
“Un pensiero particolare va anche a Mauro Profili – conclude – che nei miei confronti si è sempre dimostrato una persona leale e sincera, anche nei momenti di maggiore difficoltà. Avevo sperato che con il passaggio di proprietà si potesse aprire una fase nuova, capace di migliorare la situazione sportiva mantenendo però quello spirito di umanità che, a mio avviso, rappresenta la vera linfa per ottenere risultati nel calcio. Il calcio non è un’azienda come le altre: è passione, emotività e soprattutto relazioni umane. Con la nuova proprietà sono emerse visioni differenti sulla gestione delle relazioni all’interno di una società sportiva e, proprio per questo motivo, si è deciso di interrompere il rapporto di collaborazione. Rimane per me l’orgoglio di aver affrontato questa esperienza con grande impegno, cercando sempre di dare il massimo per la Civitanovese”.
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