Cimitero nel degrado, zone inaccessibili da anni

Nel giorno della commemorazione dei defunti in molti non potranno essere vicino i propri cari scomparsi

Non tutti nella giornata di oggi, 2 novembre, riusciranno a portare un fiore sulla tomba dei propri cari in occasione della commemorazione dei defunti. Alcuni dovranno rinunciare per motivi di salute magari legati all’età, altri perché si trovano fuori città ma c’è anche chi non potrà accedere in determinate zone del cimitero delle Tavernelle, ad Ancona. Nonostante le promesse fatte dal comune di Ancona circa una serie di interventi di riqualificazione, alcune zone sono vietate al pubblico per motivi di sicurezza. Il riferimento non può che essere alle due strutture circolari denominate Angiolani 1 e 2, opere realizzate dall’architetto anconetano Guido Cirilli in marmo rosa del Conero che da oltre 20 anni sono interdette al pubblico sia al piano superiore che a quello inferiore.

Complessi che necessitano di una totale ristrutturazione con il comune di Ancona che ha preferito lasciare queste due strutture a due piani in stato di completo abbandono dove la vegetazione ha letteralmente invaso i due complessi. E pensare che fino agli anni ’80 nell’Angiolani 1 e 2 si effettuavano tumulazioni in modo costante e regolare. Comune di Ancona che ha iniziato a sistemare la serie 33 e che promette entro la fine dell’anno il bando per i lavori di sistemazione della Chiesa Monumentale per un importo di circa 600.000 Euro.

Ma i problemi non finiscono qui basti pensare che altre zone adiacenti via San Giovanni della Marca, strada che costeggia il cimitero di Tavernelle nei pressi dell’asse, sono interdette al pubblico sempre per motivi di sicurezza. In questo caso si tratta di colombai realizzati una quindicina di anni fa. Criticità anche al cimitero di Varano dove un colombaio è interessato da un cedimento strutturale mentre a Gallignano manca il cancello di accesso alla struttura pericolante, a Candia invece il muro del cimitero è sostenuto da una sorta di impalcatura.

Michele Raffa
Author: Michele Raffa

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