Il dibattito politico si infiamma. L’opposizione chiede trasparenza
Di Gianluca Fenucci
L’area dell’ex consorzio agrario dovrebbe ospitare un mega centro commerciale. L’ipotesi, che è divenuta sempre più concreta, scatena un dibattito politico molto acceso.
Il primo a scendere in campo è Gianni Aquili, ex assessore all’urbanistica e uomo di sinistra stimato ed apprezzato. Aquili paragona la situazione che si è creata a Milano con quella chiaravallese. “Riguardo al progetto che interessa l’area del consorzio agrario – dice Aquili – sembra tutto fatto ma c’è un ma: cittadini e forze politiche e sociali non sono state minimamente consultate, un fatto molto grave”. La replica del gruppo di maggioranza Chiaravalle Domani e dell’assessore Andrea Alcalini non si fa attendere e riserva anche qualche battuta poco elegante nei confronti di Gianni Aquili, accusato “di scrivere così tanto per scrivere, solo perché in passato, molto molto passato, ci si è occupati di urbanistica e si pensa di essere urbanisti per sempre“. Chiaravalle Domani evidenzia che “l’area è privata e non pubblica e che nel Piano di Recupero Particolareggiato del Centro Storico sono già riportate tutte le tutele e le prescrizioni del caso, gli obblighi che il privato deve rispettare, le possibilità dei cambi di destinazione d’uso, i volumi da mantenere e da non spostare (circa 19.000 mc) e quelli invece da poter ripensare (circa 15.000 mc). Il Piano obbliga ad operare considerando esclusivamente i volumi esistenti (circa 34.000 mc), non permette di costruire edifici troppo alti”.
Un altro esponente di spicco della politica chiaravallese, Giuliano Brandoni, concorda con Aquili e sottolinea che quando si tratta di progetti così significativi, pur riguardanti aree private, l’amministrazione comunale ha il dovere di portarle all’evidenza pubblica e la possibilità del diniego (il NO) da parte delle amministrazioni quando siano in conflitto con l’interesse pubblico. C’è poi la posizione di Insieme per Chiaravalle, gruppo di minoranza in consiglio comunale: “Serve trasparenza, confronto e coinvolgimento della città. Abbiamo seguito con attenzione l’iter del progetto – afferma Matteo Bitti di Insieme per Chiaravalle – presentato in Commissione Urbanistica, che prevede la costruzione di un centro commerciale di 2000 metri quadri e di 18 nuove unità abitative su un’area di circa 6700 metri quadri, per un volume complessivo di 34000 metri cubi. Di fronte a un intervento così rilevante nel cuore della nostra città, abbiamo scelto di astenerci in commissione perché riteniamo ci siano ancora troppe criticità e incertezze che meritano risposte chiare prima di procedere. C’è un chiaro impatto sulla viabilità visto che non è stata fatta alcuna valutazione sull’aumento del traffico veicolare e dei mezzi pesanti in un’area già congestionata. Inoltre non è stato indicato che tipo di attività sorgerà nello spazio commerciale previsto, non c’è ancora una stima chiara degli oneri che spetterebbero al comune e non si conosce il valore delle opere compensative richieste dal Comune al privato”. Insieme per Chiaravalle parla anche della vicina Torre dell’acquedotto: “Resta ignoto il tipo di intervento previsto su un simbolo architettonico della città e il relativo valore economico. L’amministrazione ha scelto di non portare il tema in consiglio comunale, limitandosi alla sola ratifica in Commissione Urbanistica. Una decisione che riteniamo grave, perché un progetto di tale impatto meritava una discussione pubblica e partecipata, che coinvolgesse tutta la cittadinanza e i rappresentanti eletti. La nostra astensione non è un “no” pregiudiziale agli investimenti privati, che anzi riteniamo fondamentali per lo sviluppo del territorio. Ma non possiamo accettare che scelte così importanti vengano prese senza piena trasparenza e senza il pieno coinvolgimento del Consiglio Comunale, che rappresenta l’intera comunità. Siamo amareggiati nel constatare che questa maggioranza abbia ritenuto opportuno fare un sondaggio tra i commercianti per spostare di 30 minuti la ZTL, ma non abbia dato ai gruppi consiliari la possibilità di approfondire un intervento urbanistico di questa portata. Chiaravalle merita di più. Merita rispetto, confronto e visione”.
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