“Che resti tra noi”, il debutto di Maredè tra fragilità e Generazione Z

Il Cantautore senigalliese, tra i finalisti di Musicultura 2026, pubblicherà il suo primo EP

Ci sono anni che sembrano fatti di prime volte. Per Maredè, cantautore 26enne di Senigallia, questo è uno di quelli. Dopo i palchi importanti, le aperture ai concerti di Pino D’Angiò e Nada e la finale di Musicultura 2026, il cantautore pubblicherà il prossimo 15 maggio il suo primo EP “Che resti tra noi”.

Con il suo nome d’arte che in un’antica filastrocca significa “chiocciola” e richiama il mare della sua città natale, Luigi Bevilacqua è pronto a far esplodere la sua musica con quattro brani (Stupido cuore, Sogni lucidi, Ghiacciai, Taxi a Paris) che raccontano la fragilità emotiva prodotta dall’esposizione continua, quella che attraversa la generazione Z e mette in conflitto ciò che si mostra con ciò che si trattiene. All’EP si aggiungerà successivamente un quinto singolo estivo, che completerà il racconto del progetto.

“Che resti tra noi” è un disco che lavora sulla tensione tra interno ed esterno: quello che si mostra e quello che si trattiene. Il titolo stesso suggerisce una dimensione privata, fragile, che prova a resistere all’esposizione continua. Il 16 maggio sarà inoltre in line-up al Festival Sopravento di Colapesce e Dimartino a Fano mentre nei prossimi mesi salirà sul palco della finale di Musicultura 2026.

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