L’imputato, difeso dagli avvocati Emanuele Giuliani e Gianni Marasca, era in aula così come la madre della giovane, parte civile con l’avvocato Rino Bartera
Quattro anni e sei mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti e spaccio, e assoluzione perché il fatto non sussiste dall’accusa di istigazione al suicidio.
Il verdetto è stato emesso oggi (martedì 24 marzo) dal tribunale di Ancona nei confronti di Simone Gresti, il 47enne di Moie di Maiolati Spontini inizialmente accusato di aver istigato il suicidio della fidanzata Andreea Rabciuc, 27 anni, di origine romena, oltre che di maltrattamenti nei suoi confronti di spaccio di cocaina. Queste circostanze emersero durante le indagini sulla scomparsa della 27enne, avvenuta nelle campagne di Montecarotto il 12 marzo del 2022 dopo una serata passata con l’imputato, allora suo fidanzato e altri due amici.
Andreea venne ritrovata morta – accertato poi il suicidio – in un casolare abbandonato, quasi due anni dopo, a pochi chilometri da dove si erano perse le sue tracce. La sentenza, con rito abbreviato, è stata emessa dal giudice Alberto Pallucchini. L’imputato, difeso dagli avvocati Emanuele Giuliani e Gianni Marasca, era in aula così come la madre di Andreea, parte civile con l’avvocato Rino Bartera. La Procura aveva chiesto una condanna a 7 anni di carcere per tutti i reati. In giudizio due diverse perizie sulle condizioni psichiche della giovane.
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