Caso Andreea, pm chiede sette anni per l’ex fidanzato: “Fu istigazione al suicidio”

L’udienza proseguirà il 18 novembre

La Procura di Ancona ha chiesto sette anni di carcere per Simone Gresti, autotrasportatore di Moie accusato di istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’allora fidanzata Andreea Rabciuc, la 27enne di origine romena che abitava a Jesi e scomparsa dalle campagne di Montecarotto il 12 marzo del 2022.

Contestato all’imputato anche lo spaccio di droga, reato emerso durante le indagini sulla scomparsa della ragazza ritrovata morta il 20 gennaio 2024 in un casolare disabitato, dove si era tolta la vita, a un chilometro di distanza da dov’era sparita. Nel casolare la giovane aveva lasciato un messaggio: “Se lui non mi avesse tolto il cellulare chiamavo mamma”.

Secondo la pubblico ministero Irene Bilotta Gresti sarebbe l’unico responsabile di quella morte. La richiesta di condanna è arrivata oggi davanti al gup Alberto Pallucchini dove l’imputato è sotto processo con il giudizio abbreviato, dunque un’udienza a porte chiuse Gresti ha reso l’esame in aula come richiesto da lui stesso.
“Ha risposto su tutto in maniera chiara, precisa e circostanziata – hanno detto i suoi avvocati Emanuele Giuliani e Gianni Marasca -. Simone è innocente, nega ogni circostanza e ha dato le sue spiegazioni”. L’udienza proseguirà il 18 novembre per dare la parola alla parte civile, la madre di Andreea rappresentata dall’avvocato Rino Bartera, e alla difesa.

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Author: redazione

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