Carpegna, guai a vendere il convento

I frati chiedono una maxi cifra alla diocesi, il sindaco: “E’ una mancanza di rispetto”

“Qui ci possiamo divertire, imparare la storia di Gesù, conoscere cose nuove e non bisogna chiudere”, è la richiesta di una bambina. I frati proprietari del convento, il complesso di San Nicolò a Carpegna hanno imposto un ultimatum: acquisto della struttura o rilascio dei locali. Sarebbero pronti a sfrattare il parroco e chi occupa gli spazi, da sempre luoghi di socialità e incontro per i carpegnoli. La richiesta è di 400mila euro entro settembre ma il complesso, costruito grazie alla generosità dei conti di Carpegna e dei cittadini, non sarebbe nemmeno totalmente in sicurezza. Il sindaco Mirco Ruggeri, che sta cercando di gestire la situazione è tra i più arrabbiati per l’aut aut. “Questo è da sempre il cuore della comunità cristiana e luogo di spiritualità: si svolgono feste, compleanni, lezioni di catechismo e molto altro. Quelli della mia generazione hanno frequentato qui le scuole medie”, assicura il sindaco di Carpegna Mirco Ruggeri. “I frati, proprietari del convento, hanno dato la struttura alla diocesi in comodato d’uso gratuito”.

Polemiche e proteste, il Comune potrebbe farsi carico del Convento e della sua riqualificazione per metterlo a disposizione di diocesi e comunità. “La cifra richiesta è altissima relativamente alle vicissitudini del convento e allo stato di abbandono in cu versa in diverse parti. Risale al 1600, grazie alla donazione del terreno da parte dei principi di Carpegna. Grazie ad altre persone sono iniziati i lavori, proseguiti con le famiglie del posto. La richiesta dei frati è una mancanza di rispetto”.

Gli abitanti stanno rivitalizzano le attività parrocchiali “Siamo mamme di bambini che frequentano il convento – dicono in coro alcune signore – Non ci aspettavamo questa richiesta e perentoria dei frati e siamo molto preoccupate per noi e per i nostri figli. Siamo cresciute in parrocchia e qui ci sono colonie, banda musicale…”.

L’appello è univoco, emozionato, convinto. “Qui abbiamo dei ricordi e vogliamo fare tante esperienze – concludono i bambini -. Veniamo tutte le domeniche e non vorremmo mai che fosse venduto”.

Camilla Cataldo
Author: Camilla Cataldo

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