Di Fulvia De Santis
La marineria di San Benedetto del Tronto, tra le più importanti dell’Adriatico, osserva con crescente preoccupazione l’andamento del prezzo del carburante. Tra armatori e pescatori si sta iniziando a ragionare sulla possibilità di ridurre le giornate di pesca, una misura che potrebbe diventare necessaria per contenere i costi di gestione e mantenere sostenibile l’attività.
Il problema riguarda però l’intero comparto nazionale. Il settore della pesca sta infatti facendo i conti con un nuovo aumento del prezzo del gasolio per uso marittimo. Un livello che incide in maniera significativa sui bilanci delle imprese ittiche, considerando che il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per le imbarcazioni impegnate nelle battute di pesca. In questo contesto di forte incertezza interviene Pietro Ricci, presidente degli operatori portuali, che descrive le difficoltà del comparto e le possibili scelte che la marineria sambenedettese potrebbe prendere nei prossimi giorni.
Non c’è al momento uno stop della flotta sambenedettese, ma tra i pescatori cresce la preoccupazione per il forte aumento del prezzo del carburante. A spiegarlo è Pietro Ricci, presidente degli operatori portuali, che descrive una situazione sempre più difficile per il comparto.
“Attualmente non c’è la possibilità di fermare la marineria – spiega – però c’è molta preoccupazione tra le banchine. Abbiamo deciso di lavorare questa settimana e vedere cosa succederà nei prossimi giorni”. Il problema principale è il costo del gasolio. “Normalmente abbiamo imbarcato la nafta a circa 90 centesimi al litro. Vedremo cosa succederà questo fine settimana, ma molto probabilmente ci saranno dei rincari. Se il prezzo dovesse superare l’euro, per noi diventerebbe difficile restare produttivi”.
Per cercare di contenere la situazione, la settimana scorsa i pescatori hanno iniziato a valutare alcune strategie.“Abbiamo pensato di decurtarci una giornata di pesca per provare ad alzare un po’ il prezzo del pesce e vedere come reagisce il mercato. Sono tutte ipotesi che dobbiamo testare”.
Il timore più grande è che il lavoro non sia più sostenibile. Il gasolio continua ad aumentare e la loro preoccupazione è di non essere più produttivi e di non riuscire a portare a casa qualcosa di concreto. “Rischiamo di uscire in mare solo per coprire le spese, e questo è davvero triste”.
Secondo Ricci il settore avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte della politica. “Il comparto meriterebbe più attenzione, soprattutto con un prezzo del gasolio calmierato durante tutto l’anno. Queste oscillazioni continue non ci permettono mai di lavorare con serenità”.
Un quadro aggravato anche dalle tensioni internazionali. “In questo periodo, con la guerra in corso, non sarà una situazione che si risolverà dall’oggi al domani. Speriamo che con l’apertura del Golfo di Hormuz i prezzi possano rientrare e stabilizzarsi su livelli accettabili, almeno per tornare a essere leggermente produttivi”. Dal Golfo di Hormuz fino a poco tempo fa passava circa il 20% della produzione globale di petrolio.
I costi di una singola uscita in mare sono ormai diventati molto pesanti per le imbarcazioni della marineria. Solo per il carburante, infatti, un peschereccio può arrivare a spendere tra i 1.000 e i 2.000 euro a battuta di pesca, una cifra che incide in maniera determinante sui bilanci delle imprese e che, con gli attuali rincari, rischia di rendere il lavoro sempre meno sostenibile. In queste condizioni, spiegano gli operatori del settore, il rischio concreto è quello di uscire in mare senza la certezza di coprire i costi sostenuti, con margini sempre più ridotti per armatori ed equipaggi.
Per questo motivo i pescatori della marineria sambenedettese continueranno a confrontarsi nei prossimi giorni per valutare il da farsi. Il punto della situazione verrà fatto soprattutto nel fine settimana, al rientro delle imbarcazioni in porto, quando armatori e operatori si ritroveranno in banchina per discutere insieme delle possibili decisioni da prendere e delle strategie da adottare per affrontare l’aumento dei costi e le difficoltà del momento.
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