Carnevale più antico d’Italia in crisi: cade il direttivo e futuro incerto

Dimissioni a catena nell’Ente Carnevalesca

Il Carnevale più antico d’Italia rischia di perdere la sua maschera.
A Fano esplode la crisi dell’Ente Carnevalesca: dopo una raffica di dimissioni il consiglio è caduto e ora si apre una fase delicata per il futuro della manifestazione simbolo della città. Ma procediamo con ordine. lunedì scorso, Giannetto Paluzzi e un altro consigliere lasciano, mandando in frantumi la giunta della presidente Valentina Bernardini a cinque mesi dalla scadenza. Debiti cronici, contributi comunali che non coprono la sicurezza, volontari esausti dopo aver tirato la carretta per l’edizione 2026 – trionfale, con 90 quintali di dolciumi, folla record e rogo del Pupo sotto il sole. Il Carnevale di Fano entra in una delle pagine più complicate degli ultimi anni.

Le dimissioni di alcuni consiglieri hanno di fatto decadere il direttivo dell’Ente Carnevalesca, aprendo un vuoto gestionale proprio mentre si guarda già all’edizione 2027. guardiamo indietro: è un déjà-vu. Nel 2024, dimissioni della presidente Giammarioli per entrare in politica; nel 2022, ne simulò una per scherzo, rivelando stanchezza cronica. Risale al Medioevo la tradizione – dal 1347 documentata – ma le crisi gestionali sono moderne: bilanci tesi, meteo beffardo, volontari che reggono tutto pro bono. L’Ente è solo esecutore: serve una fondazione per sgravare i volontari da responsabilità penali e debiti. A confermare il passaggio istituzionale è la presidente Valentina Bernardini, che resta in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione. In una nota ufficiale l’Ente comunica che i Revisori dei Conti hanno avviato l’iter per convocare entro trenta giorni l’assemblea elettiva che dovrà scegliere il nuovo consiglio.
Bernardini parla di “passaggio importante per garantire continuità all’Ente e permettere al nuovo Consiglio di insediarsi nel più breve tempo possibile”.

Ma dietro la crisi non ci sarebbe soltanto una questione amministrativa.
Da settimane, infatti, in città si discute del futuro stesso del Carnevale: governance, sostenibilità economica, ruolo del Comune e necessità di una nuova struttura organizzativa.
Eppure, il Carnevale 2026 aveva registrato numeri importanti: tribune sold out, attenzione mediatica nazionale, servizi su reti televisive nazionali e oltre un milione e mezzo di visualizzazioni social secondo i dati diffusi dall’Ente. Ora toccherà alla nuova assemblea provare a ricucire le divisioni e rilanciare il futuro.
Con una certezza: a Fano il Carnevale è molto più di un evento. È un pezzo di identità collettiva che la città non vuole perdere.

Lino Balestra
Author: Lino Balestra

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