Carenza arbitri, Piccioni: “Marche in emergenza, a 16 anni lasciano per colpa dei genitori”

CALCIO – Il Presidente del Comitato Arbitri Marche fa il punto nel corso de Le Marche nel Pallone

Puntata speciale a Le Marche nel Pallone, andata in onda come di consueto domenica sera sulle reti di Tvrs. Tra gli ospiti della prima parte della trasmissione c’era Riccardo Piccioni, l’attuale presidente del Comitato Arbitri Marche. Un intervento quello del numero uno dei fischietti regionali, importantissimo per fare un focus sull’attuale situazione nella regione Marche. “La nostra regione è in piena emergenza con la “e” maiuscola. Purtroppo la pandemia ha ridotto all’osso la presenza degli arbitri nelle Marche. Spesso ai nostri ragazzi chiediamo sacrifici enormi, per questo chiediamo ogni volta alle società di ringraziare l’arbitro arrivato al campo perché quella sicuramente non sarà stata la sua prima partita, ma nell’arco di pochissimi giorni ne avrà potute arbitrare già un paio. Dedicano tutto il tempo libero al servizio del gioco del calcio”.

Il problema secondo Piccioni di questa carenza, nasce proprio alla base. “Purtroppo è uso comune che un arbitro a 15 o 16 anni si ritrovi in campo a ricevere offese gratuite provenienti dagli spalti e non solo. Fortunatamente negli ultimi anni le società ci stanno dando una grande mano. Il ragazzo potrebbe anche non farci caso, ma sono gli stessi genitori a fermarlo e farlo ripensare sulla strada. E così purtroppo perdiamo arbitri”.

Insomma, un problema che va risolto alla radice poiché spesso si nota, nelle designazioni arbitrali, arbitri provenienti anche da regioni lontane. Questo è dovuto principalmente all’ammassarsi di tutte le partite al sabato e non è escluso che per far fronte a questa carenza, nei prossimi anni si possa optare per giocare il sabato e la domenica a gironi alterni. Un’opzione che si sta già valutando, come ha accennato nella medesima trasmissione Gustavo Malascorta, vice presidente della Figc Marche. 

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