TENNIS – A Recanati il tedesco batte in due set lo spagnolo Menendez-Maceiras
di Andrea Verdolini
Il Guzzini Challanger conferma la sua vocazione internazionale e nel suo albo d’oro consacra un altro vincitore straniero. Ed anche stavolta è di alto livello: si tratta infatti dello spilungone tedesco Daniel Brands attualmente numero 301 del ranking mondiale ma che, in carriera, esattamente nel 2013, riuscì a raggiungere il 51mo posto nella graduatoria mondiale prendendosi anche la soddisfazione di sconfiggere Sua Maestà Roger Federer in quello che probabilmente fu il match della sua vita. Brands è passato tra mille traversie, infortuni compresi ed ora tenta una problematica risalita ed il torneo recanatese può davvero rappresentare un primo, importante step. Che fosse in splendida forma lo si era capito sin da subito visto che nel primo turno ha sconfitto in 2 set la testa di serie numero 1 del tabellone, l’indiamo Ramanathan. Poi, in un wagneriano crescendo, ha superato lo spagnolo Zapata Miralles, l’italiano, idolo del pubblico di casa, Salvatore Caruso ed in semifinale l’ecuadoregno Roberto Queiroz non lasciando mai alcun parziale agli avversari. In finale ha avuto la meglio sull’altro spagnolo Adrian Menendez-Maceiras, di Marbella, 33anni numero 146 al mondo. Il match è girato nel primo set con il break nell’ultimo game. Brands non ha messo soltanto in mostra il classico serve and volley: acquisendo man mano fiducia nei suoi mezzi si è imposto anche nel secondo set per 6-3 tornando a vincere un Challenger dopo 5 anni. Sono stati dieci giorni intensi di gare, spesso equilibrate ed altrettanto di frequente con risultati sorprendenti, almeno se consideriamo il seeding. Le prime teste di serie infatti sono uscite di scena quasi subito. Soltanto il bielorusso Ivashka è riuscito ad approdare ai quarti battuto poi dal vincitore dell’edizione 2017, il croato Viktor Galovic. A tentare di tenere alta la bandiera azzurra ci hanno provato Caruso e Giustino, anche loro eliminati al terzo turno con la piccola consolazione di essere stati battuti dai finalisti. Le attese tuttavia non erano particolarmente elevate anche se gli italiani, almeno nelle qualificazioni hanno venduto cara la pelle. Si chiude quindi un Challenger che ha dimostrato, ancora una volta, la grande affidabilità organizzativa del Circolo Tennis Guzzini che ha messo in campo tutte le sue forze sia dirigenziali sia dei ragazzi, oltre 100 che coordinati da Pierpaolo Cenci frequentano con ottimi risultati la Scuola Tennis. Il punto interrogativo per il prossimo futuro è rappresentato dalle nuove normative che l’Atp vuole introdurre a partire dalla prossima stagione innalzando il montepremi minimo da 43mila e 60mila€ con diversi altri obblighi che possono anche essere condivisibili in astratto ma che costringeranno ad ulteriori sforzi che richiederanno altri appoggi, in particolare dalle istituzioni.
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