Primo caso nelle Marche. Si tratta dell’Azienda Agricola Girasole di Mohamed Malik
Su richiesta del procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio, ed a seguito delle indagini condotte dal sostituto procuratore Brunelli, che ha concordato con le risultanze investigative del Nucleo dei Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Macerata, diretta dal Maresciallo Martino Danilo Di Biase e dalla Compagnia di Civitanova Marche, diretta dal tenente colonnello Enzo Marinelli, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Macerata dott. Bonifazi, ha emesso – per la prima volta nelle Marche – un provvedimento di controllo giudiziario dell’Azienda Agricola Girasole di Mohamed Malik, ai sensi dell’art. 3 della legge 199/2016 in materia di contrasto al cosiddetto caporalato.
E’ stato così nominato un amministratore giudiziario, ossia un commercialista di Macerata, esperto in materia di gestione aziendale iscritto all’albo degli amministratori giudiziari, che affiancherà il titolare dell’azienda nella sua gestione, al fine di garantirne una conduzione conforme alle leggi, autorizzando tutti gli atti di amministrazione ritenuti utili per l’impresa agricola.
Il provvedimento del giudice è stato determinato da un’intensa attività d’indagine volta ad accertare il fenomeno dello sfruttamento del lavoro (caporalato) in agricoltura.
L’indagine, che trae origine da un’attività di osservazione e monitoraggio, eseguita a fine agosto 2018, dai militari dell’arma, presso i campi agricoli del comune di Montelupone e Recanati, ha fatto emergere un via vai di lavoratori impiegati come braccianti agricoli presenti a lavoro dalla mattina al tardo pomeriggio, tutti privi di dispositivi di protezione individuali e tutti di etnia straniera.
Pertanto, il 31 agosto 2018 i militari si sono introdotti nell’azienda agricola di Muhamad Malik per un’ispezione presso l’unità operativa nella Contrada Piane Morro, identificando 13 lavoratori, tutti richiedenti asilo politico ed in possesso di permesso di soggiorno provvisorio, ospitati presso le strutture del Gus di Macerata.
Dall’attività d’indagine sono emerse diverse condizioni di lavoro caratterizzate da mancanza di retribuzione e riposo settimanale, effettuazione di giornate lavorative non indicate sul libro unico del lavoro e lavoro in nero, nonchè l’esecuzione di prestazioni lavorative articolate su sette giorni alla settimana dalle ore 7 alle 19 per una paga di 5 euro all’ora e violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, senza alcuna sottoposizione a visita medica preventiva e garanzia di formazione ed informazione.
Il titolare dell’azienda incurante dei precedenti accessi proseguiva nella sua illecita attività tanto da determinare alla fine di gennaio 2019 un ulteriore controllo. Un’importante operazione, svolta unitamente a personale dell’ispettorato territoriale del lavoro di Macerata, diretto dalla dottoressa Fabrizia Sgattoni, ha consentito di identificare, fotosegnalare ed escutere a sommarie informazioni 62 lavoratori tutti di etnia straniera, indigenti e bisognevoli di un rapporto di lavoro.
Gli esiti di quest’ultimo accesso ispettivo hanno consentito di evidenziare nuovamente le criticità emerse dall’inizio dell’indagine evidenziando le prestazioni lavorative svolte per 12 ore giornaliere con incongruenze salariali.
Ritenuta dalla procura di Macerata l’esigenza di evitare ripercussioni negative sui livelli occupazionali, (attualmente la ditta occuperebbe circa 60 persone) ha disposto in luogo del sequestro, il controllo giudiziario dell’Azienda Agricola Girasole nominando un amministratore giudiziario.


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