Bomber De Gennaro (18 gol!) pugliese a Pesaro: “Io…doppio ex di K-Sport-Bisceglie”

De Gennaro con la maglia del K-Sport vestita nella stagione 2020-21, subito interrotta dal Covid

PRIMA CATEGORIA – Sabato il capitano del Pantano si laureerà capocannoniere del girone A. In contemporanea la finalissima di Coppa Italia Eccellenza che un po’ riguarda anche lui

di Alessandro Bonci

Nativo di Bisceglie, ma pesarese d’adozione, Cosimo De Gennaro, a 35 anni, è a un passo dal titolo di capocannoniere in Prima Categoria Girone A con la sua Pantano, salvo ribaltoni inaspettati del prossimo sabato. L’attaccante conduce con 18 reti, dietro ecco Messina del Mondolfo a 16 ma squalificato all’ultima, per gli altri servono almeno 4 gol per raggiungerlo. Una carriera lunga, iniziata in Puglia e proseguita nelle Marche, dove ha vestito diverse maglie nel corso degli anni. De Gennaro guarda con particolare interesse al 9 maggio: non solo perché chiuderà la stagione con la Pantano contro il Montecalvo, con la concreta possibilità di laurearsi re di tuti i bomber, ma anche perché a Teramo si giocherà la finale di Coppa Dilettanti tra Bisceglie e K-Sport Montecchio Gallo, due sue ex squadre. Un intreccio raro, che lo rende probabilmente l’unico a poter vantare un “record” di questo tipo.

Il suo legame con Pesaro nasce quasi per caso. Tutto inizia con alcune stagioni estive in Sardegna, poi il titolare del villaggio lo porta a vivere un’esperienza anche nella città marchigiana. Affascinato dal luogo, e complice anche una scelta di vita sentimentale, De Gennaro decide di fermarsi a Pesaro. Un legame nato per caso, ma che si è trasformato nel tempo in qualcosa di profondo, sia nel calcio che nella vita privata, dove ha costruito una famiglia con la sua compagna e i loro due figli. La carriera prende il via con la maglia del Bisceglie, a 16-17 anni, tra Juniores e primi spezzoni in prima squadra. Poi il passaggio ai rivali del Molfetta, ultima tappa pugliese prima dell’approdo nelle Marche. “Di Bisceglie ho bellissimi ricordi, i miei genitori vivono ancora là. Lo stadio Ventura è fantastico, ho avuto modo di giocarci e porto con me sensazioni splendide”.

Nel 2020-21, dopo aver mostrato le sue doti nella provincia, arriva l’esperienza a Montecchio, frenata però dalla pandemia: “Sono arrivato nell’anno della Promozione, ma il Covid ci ha fermati subito. Ricordo comunque una società avanti rispetto alle altre: quando arrivavi era già tutto organizzato, si percepiva grande supporto. Per scelte di vita, la stagione successiva mi sono riavvicinato a Pesaro, approdando al Vismara in Prima Categoria”. Sulla finale di Coppa Dilettanti si esprime così: “Sarà una grande partita, tra due squadre fortissime. Seguo molto il Bisceglie e il campionato: conosco diversi attaccanti, come Lopez, Lavopa, Senè e Amoruso, tutti giocatori di categoria superiore. Il K-Sport è avvisato. Le differenze? In Puglia il calcio è vissuto in maniera diversa, è più sentito, un paese intero segue la squadra ogni weekend, riempiendo gli stadi sia in casa che in trasferta”. Sul tifo non si sbilancia: “Tiferò per chi vince” (ride, ndr).

In Puglia si era contraddistinto per le chiusure difensive, nelle Marche parte dall’Usav in vesti di attaccante: “Ho iniziato vincendo il campionato di Seconda Categoria ma ho giocato poco per impegni lavorativi. Nonostante questo, ero sempre presente in settimana. La mia fortuna la devo al direttore sportivo Cesare, mi ha preso in squadra mentre visionavo gli allenamenti e mi accettò come attaccante”. Negli anni successivi passa alla Pesaro Calcio (oggi Pantano), inizialmente ancora da difensore, suo ruolo originario, poi racconta: “Complici alcune defezioni, mi sono spostato in attacco e ho chiuso il secondo anno con 17 reti”. Dopo un passaggio a vuoto al Santa Veneranda, torna alla Pesaro Calcio e vince il campionato di Seconda Categoria con 14 gol. Seguono la parentesi al Montecalvo e l’approdo a Montecchio, prima dello stop causato dal Covid. Per restare vicino a Pesaro arriva poi a Vismara, dove però vive il momento più difficile della carriera: “Il primo anno ci siamo salvati bene e ho segnato anche 11 gol. Poi è arrivato il periodo più duro: durante un torneo estivo ho rotto tibia, perone e malleolo in una sola botta. Sono stato fuori nove mesi e ho subito due operazioni. Il Vismara ha vinto il campionato quell’anno, io sono tornato per la finalissima. Ho sempre fatto parte del gruppo squadra, allenandomi anche con chiodi e piastre”.

Infine, l’ennesimo ritorno alla Pantano, dove oggi è capitano e sabato spera di festeggiare il titolo di capocannoniere. Dopo due salvezze tranquille, questa stagione aveva acceso ambizioni diverse, ma si chiuderà ugualmente senza playoff: “Sono ripartito dopo un ulteriore stop, avevo anche pensato di smettere, ma la voglia di rimettermi in gioco è stata più forte. Abbiamo creato un gruppo fantastico, con un girone d’andata straordinario. Purtroppo nel ritorno, tra demeriti nostri ed episodi controversi, non siamo riusciti a confermarci. Sono contento per i 18 gol, ma resta un po’ di rammarico: la stagione poteva finire diversamente, c’era la voglia di fare qualcosa in più. Siamo comunque soddisfatti per aver centrato la salvezza con largo anticipo”.

A tre reti dai 100 gol nelle Marche, De Gennaro ha comunque scritto una pagina importante del calcio dilettantistico regionale. Bomber si nasce, De Gennaro si diventa: un “difensore” da tripla cifra, capace di confermarsi in contesti diversi. E chissà che non possa raggiungere quota 100 già sabato, al Benelli, nella cornice ideale.

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