Un momento storico
Pranzo solidare, per avvicinare le due realtà a meno di due settimane dal derby. Ecco che oggi, mercoledì 15 ottobre, sarà segnata come una data importante nel calendario delle due città. Mons. Giampiero Palmieri, vescovo, ha “portato a pranzo” una delegazione della società e squadra dell’Ascoli Calcio e della Sambenedettese. Un gesto davvero di vicinanza in vista, appunto, di una settimana in cui il campanilismo la farà da padrone. Presenti, oltre a parte di staff tecnico giocatori, i due presidenti Vittorio Massi e Bernardino Passeri, oltre che ai ds e altri volti dei due club.
Nel frattempo, toccante il dispaccio del presidente Bernardino Passeri, dopo la morte della adorata mamma: “La vita crea delle ricette incredibili anche a chi di pietanze ne ha mangiate tante. Mia madre, 95 anni, Ascolana di Montegallo, tosta come la montagna dove è nata, onesta, umile, di basso profilo per scelta, lavoratrice instancabile, mamma a tempo pieno, poche ore dopo che ci ha lasciato è finita su tutti giornali, sui social e su centinaia di messaggi sul mio telefono. Venerdì sera sono andato con le mie sorelle e qualche nipote a dormire da lei, abbiamo passato la notte con le cugine e i cugini da parte di papà, agli Altipiani di Arcinazzo. Lei si svegliava, era felice che eravamo tutti insieme e si sfotteva con le mie sorelle che gli dicevano, parlando di me, “ecco il tuo amore marchigiano, luce dei tuoi occhi” e lei confermava e rideva. Sabato sera sono rientrato a Roma e domenica mattina ero in Ascoli, al Picchio e al Del Duca a gestire le ansie mamma/partita; poi lo stadio monta come una marea, si inizia a giocare, i ragazzi in campo, come se sapessero, ricamano un calcio che è una poesia e io in silenzio ringrazio Dio, il Mister, Matteo, Andrea, lo staff tecnico, tutti i presenti in quel posto, in quel momento tifosi, giornalisti e perfino arbitri e procuratori federali, novanta minuti e il capolavoro è fatto, questa volta ringrazio mamma che mi ha dato la capacità di stringere a me tutto questo popolo con cui oggi sto creando questa favola, abbraccio tutti, amici, tifosi, magazzinieri, mio figlio e nel frattempo mi chiama mia sorella, dice mamma mi cerca, ha chiesto il risultato e ha chiesto se glieli regalano i gol all’Ascoli, è felice e mi aspetta, io parto, viaggio 3 ore, arrivo a casa, ma lei era già andata via, serena, felice, con vicino le figlie, il genero, nipoti e pronipoti della sua ricetta speciale e il suo figlol prodigo di ritorno dalla battaglia vinta per lei. Era andata già via da Papà a raccontargli tutto. E in questo momento che la panna monta, è diventata la mamma del presidente, inizia il suo momento di notorietà che aveva sempre evitato, iniziano giornali, iniziano i messaggi a centinaia, arrivano gli amici, i parenti, i conoscenti, i dipendenti, un funerale con l’amore, l’affetto che si taglia con il coltello, tutti a dargli l’ultimo saluto e a ringraziarla per aver creato tutto questo, la famiglia e i parenti di Ascoli, i parenti degli Altipiani, di Roma, gli amici di sempre, tutti senza altri retropensieri, per quell’alchimia che solo le fate del Monte Vettore creano.
Non so se qualcuno potrà capire cosa significhi passare dal trionfo alla perdita della mamma nella stessa notte, una sensazione inspiegabile, la forza che corre su questo cavo di acciaio che è il nostro patto, che ora piu che mai ci farà vincere, anche per mamma Elsa, partita dopo partita, una alla volta, fino a che saremo tutti uniti nessuno riuscirà a fermarci, forse a rallentarci, ma mai a fermarci. Dillo a papà che mi ha cresciuto con te.”
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