Il collegio giudicante respinge le accuse della Procura
Il Collegio del tribunale di Ascoli Piceno ha assolto Roberto Benigni, l’imprenditore ascolano imputato per la bancarotta fraudolenta relativa all’Ascoli Calcio, dichiarata il 17 dicembre 2013. La Procura, invece, aveva chiesto una condanna.
Benigni aveva ricoperto diversi incarichi all’interno della società: dall’11 gennaio 2005 al 28 marzo 2008 è stato amministratore unico, poi presidente del consiglio di amministrazione fino al 31 luglio 2009 e successivamente di nuovo amministratore fino al 30 settembre 2013.
Secondo l’accusa, Benigni avrebbe contribuito al dissesto della società falsificando i bilanci delle stagioni 2005/06, 2008/09, 2009/10, 2010/11 e 2011/12, indicando valori non corrispondenti alla realtà della situazione economico-patrimoniale. Tali manipolazioni avrebbero nascosto un patrimonio netto negativo significativo, che avrebbe richiesto un’importante ricapitalizzazione per risanare la società. L’accusa contestava anche ricavi fittizi legati a operazioni con l’Azzurra Free Time, inclusi affitti dei campi di allenamento. Durante il processo, l’avvocato Sara Pagnoni ha sostenuto la linea difensiva, sottolineando in particolare gli esiti positivi dei controlli della Covisoc, indispensabili per l’iscrizione ai campionati, che confermerebbero la regolarità della gestione della società.
Al termine del dibattimento, il tribunale ha stabilito l’assoluzione di Benigni, chiudendo così un lungo procedimento giudiziario che aveva tenuto alta l’attenzione sul destino della società bianconera.
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