L’idea è stata proposta da sei studenti del “Marconi Pieralisi” di Jesi
Un innovativo Cubo di Rubik in grado di risolversi da solo per via informatica usando 6 motori contenuti al suo interno. La rivisitazione high-tech di uno dei più popolari rompicapo è l’idea proposta da sei studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Marconi Pieralisi di Jesi alla Maker Faire Rome 2019. Uno studente della classe quarta BM e cinque della classe quinta AM del Marconi, supportati dal prof. Angelo Bracaccini, hanno portato in fiera il loro Cubo di Rubik, a cui hanno lavorato per sette mesi. L’istituto jesino è una delle 50 scuole italiane (e 5 europee) invitate al Maker Faire 2019: il progetto è stato selezionato tra altri 200 in concorso. Ideato e realizzato da Stefano Giulianelli, Leonardo Di Primio, Teo Conigli, Matteo Perini, Ludovico Ciarloni e Matteo Pinna, il ‘MagikCube’ è dotato di 6 motori, un microcontrollore, dei driver e una batteria. Il cubo usa di un software per essere risolto e dopo aver calcolato la sequenza necessaria, aziona i motori facendo ruotare le facce.
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