La storia di Cora e Gianluca, tra amore e ristorazione
di Luca Gangemi
Aretè significa virtù. Nella filosofia greca è un termine che indica la capacità di agire bene e di vivere correttamente. Ed è proprio da questo concetto da nasce il ristorante Aretè, in quel di Numana.
“In pochi anni abbiamo rivoluzionato le nostre vite: un trasferimento, il matrimonio, la nascita di una figlia…e come se non bastasse anche un ristorante!”- Ci racconta Cora, una dei titolari – “Aretè è nato quasi per caso, ci siamo innamorati del locale, l’abbiamo ristrutturato, creando uno spazio accogliente, particolare e raffinato.” Gli allestimenti, le mise en place sono la sua passione, sempre diverse e curate nei mimimi dettagli.
Poi c’è Gianluca, che ha passato l’inverno a viaggiare in lungo e in largo per l’Italia alla ricerca di nuovi vini e cantine: “Nella carta abbiamo dato precedenza alle Marche, poi abbiamo allargato la visione all’Italia e all’Europa prediligendo piccoli produttori e vini biologici e biodinamici. Il nostro obiettivo è quello di non fermarci alla stagione, ma di stare aperti tutto l’anno.”
Questa attenzione al dettaglio, si incarna in cucina nella figura di Alessio, lo chef, che ci ha parlato di due piatti del menù che secondo lui sono i più rappresentativi della filosofia del ristorante: “Noi proponiamo ciò che ci appassiona, non snaturandoci e cercando di fare sempre meglio. Io amo la Capasanta cruda affumicata, con maionese al tabasco e olio al pomodoro bruciato. La affumicatura viene realizzata al momento e devo dire che il cliente rimane sempre stupito quando vede una nuvola alzarsi dal piatto. Se devo scegliere un primo, probabilmente lo spaghettone burro salato, limone e bottarga di tonno rosso. Riguardo alla realizzazione del piatto ho pensato che la cucina in questo momento storico sia alla ricerca dell’estremo. Il mio obiettivo era invece di unire qualcosa di molto ricercato e difficile da reperire, come la bottarga, ad ingredienti più semplici, essenziali nella realizzazione di un buon piatto.”
Insomma niente è lasciato al caso. Non ci ha lasciato indifferenti ad esempio la cura dell’arredamento, a cui ha pensato Sonia Monticelli, madre di Cora, avvalendosi dei suoi fornitori di fiducia.
Il logotipo, applicato anche sul portone dell’ingresso è stato realizzato dal designer Stefano Baldassarri, docente e visual designer indipendente.
Tutto ciò che riguarda l’immagine visiva è stato seguito da Cora e questo dimostra che le parole riferiteci da lei stessa sono verità: “Aretè è proprio questo, l’espressione del meglio di ognuno di noi!”




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