di Gianluca Fenucci
L’Ancona vince, viva l’Ancona. La squadra di Maurizi capitalizza la palla rubata da Attasi al giovane vigorino Beu, segna dopo 3 minuti e poi alza un muro invalicabile frutto anche di un’esperienza e di una maturità invidiabili. Più calci che calcio al Bianchelli ma è stato il derby che mi aspettavo: tosto, spigoloso, nervosetto anzi che no. Squadre speculari o quasi, la Vigor commette l’errore di non capire fin da subito che in queste partite non si può regalare nulla, non si devono perdere i palloni mentre si riparte e si è sguarniti. Beu tenta un dribbling senza molto raziocinio, Attasi gli ruba la palla, punta dritto verso Novelli e lo fulmina con un tiro forte, preciso, reso imparabile anche da una deviazione. Per l’Ancona, questa Ancona forte, cinica, quadrata, esperta, il più è fatto. Il resto saranno altri 95 minuti di pressing spasmodico da entrambe le parti ma con i biancorossi che lo interpretano meglio dei rossoblù che vanno spesso in confusione. Corrono tutti come matti, si pressa in ogni parte del campo, gli spazi sono pochi, i duelli tanti. Si picchia pure e il match non entusiasma da un punto di vista strettamente tecnico, eppure è appassionante. La Vigor, solitamente padrona del campo e del gioco, si smarrisce, non riesce a trovare il bandolo della matassa soprattutto per merito di un’Ancona decisa e che ha le idee chiare. Dopo il gol la squadra di Maurizi ha un solo obiettivo: subire poco e portare a casa una vittoria di platino. Poche azioni manovrate, poco gioco, molti calci e falli: si vede qualche gesto tecnico apprezzabile ma l’Ancona la incanala dove vuole: partita tirata e tesa ma la Vigor raramente è pericolosa mentre i giocatori di Maurizi conducono in porto un successo fondamentale. Nel secondo tempo ci si aspetta una reazione dei rossoblù che non arriva. C’è cuore e ci sono polmoni e gambe ma le idee sono annebbiate anche per via di spazi molto esigui. Braconi prende una miriade di botte (spesso…regolamentari) ma lotta come un leone. Poi entra Alonzi che gli da una mano ma non si rende pericoloso e alla fine Clementi gioca anche la carta Pesaresi. E’ tutto inutile perché i biancorossi spezzettano il gioco con maestria e non rischiano mai o quasi. Il derby non ridimensiona la Vigor che con la gestione di Aldo Clementi ha un’anima e una identità e ha raccolto tanti punti e lancia ancora l’Ancona, questa volta meno bella di altre ma efficace e matura come le squadre che di solito i campionati li vincono.
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