Ancona, alla Mole tre giorni per ripensare il calcio come fenomeno sociale e politico

di Gioele Pincini

Dal 30 ottobre al 1° novembre, l’Istituto Gramsci propone “Calcio e società”: un ciclo di incontri su sport, salute mentale, inclusione e conflitti urbani

Non solo gioco e prestazione. Il calcio è anche spazio educativo, terreno di riscatto sociale, lente d’ingrandimento sulla città e sulle tensioni geopolitiche del presente. Parte da questa consapevolezza “Calcio e società”, il ciclo di incontri pubblici promosso dall’Istituto Gramsci Marche – sezione di Ancona, in programma da giovedì 30 ottobre a sabato 1 novembre presso la Sala Boxe della Mole Vanvitelliana.

Tre giorni di dialoghi e testimonianze, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno del Comune di Ancona, per esplorare il mondo del pallone al di là dei confini del campo, attraverso le voci di scrittori, calciatori, sociologi, architette, attivisti e operatori del terzo settore.

Giovedì: tra genitori, pallone e salute mentale

La rassegna si apre giovedì 30 ottobre con una riflessione sul rapporto tra calcio, educazione e pressione sociale. Lo scrittore Wu Ming 4, membro del noto collettivo narrativo, dialogherà con Nicola Cucchi sulle relazioni familiari che si giocano (anche) sui campi da calcio.

A seguire, Fabrizio Marziali, formatore e docente FIGC, discuterà con Giacomo Capici dei nuovi modelli pedagogici per le scuole calcio in un contesto in costante mutamento. Infine, l’ex calciatore di Serie A Alessandro Gazzi parlerà della sua esperienza personale legata alla salute mentale nello sport, in dialogo con Giacomo Zacconi.

Venerdì: quando il calcio include – e si trasforma

Il secondo appuntamento, venerdì 31 ottobre, è dedicato alle esperienze che trasformano il calcio in uno strumento di emancipazione e giustizia sociale. Al centro dell’incontro non saranno solo i progetti noti per il loro lavoro con le comunità migranti – come Balon Mundial e Liberi Nantes – ma soprattutto il percorso di rinnovamento che queste realtà hanno intrapreso negli ultimi anni, rispondendo a nuovi bisogni sociali emergenti, ampliando il loro raggio d’azione e ripensando le forme dell’inclusione attraverso lo sport.

Accanto a loro, anche Silvana Pazzagli per il progetto locale Ancona Respect, che lavora sul campo per promuovere coesione sociale e pari opportunità.

Chiuderanno l’incontro Giovanni Barone, Daniel Claudio Ficcadenti e Simone Ricciatti, portando la testimonianza di Matti per il calcio, iniziativa della UISP che da anni promuove l’inclusione delle persone con disagio mentale attraverso il gioco. Modera Giacomo Zacconi.

Sabato: lo stadio tra città e conflitti

Il ciclo si conclude sabato 1° novembre con un focus sullo spazio fisico e simbolico dello stadio. L’architetta e ricercatrice Moira Valeri indagherà il rapporto tra architettura sportiva e città, mentre il sociologo Fabio Salomoni (Università Koç, Istanbul) analizzerà i comportamenti delle tifoserie come forme di partecipazione pubblica.

Chiude l’incontro lo storico Simone Massacesi con una relazione dal titolo “Show Israel the Red Card”, che affronta il modo in cui il calcio internazionale reagisce – o evita di reagire – di fronte a tragedie globali come quella in corso a Gaza. Modera Nicola Cucchi.

Un invito a pensare il calcio diversamente

L’ingresso agli incontri è libero e aperto a tutta la cittadinanza. “Calcio e società” si propone come uno spazio critico per osservare il nostro tempo, a partire da uno dei suoi linguaggi più potenti e popolari: il pallone. Un invito ad andare oltre il risultato e il tifo, per riscoprire nel calcio un laboratorio di convivenza, trasformazione e immaginazione sociale.

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