Giornata di alta formazione sul ruolo del direttore sportivo tra esperienza professionale e riflessione accademica
“Tutto è iniziato a Macerata, dove sono arrivato 60 anni fa, a 16 anni. Volevo fare il calciatore, ma per esigenze familiari ho dovuto rinunciare. Sono diventato sottoufficiale dell’Aeronautica, proprio qui. Ero arrivato in treno da Lecce. Però non ho mai smesso di sognare e ho percorso, fuori dal terreno di gioco, come direttore sportivo, da 52 anni, quello che non ho avuto la possibilità di realizzare da calciatore”.
Con queste parole intense e cariche di significato, Pantaleo Corvino, leggenda del calcio italiano e attuale responsabile dell’area tecnica dell’U.S. Lecce, ha aperto il suo intervento all’Università di Macerata, protagonista di una giornata di alta formazione e confronto dedicata al ruolo del direttore sportivo, che ha unito esperienza professionale e riflessione accademica. Un racconto personale che si è trasformato in un messaggio diretto ai giovani: “I sogni si possono realizzare. Difendeteli con tenacia. Ci saranno delle cadute, ma dovrete sapervi rialzare”.
Ad aprire l’incontro è stato il rettore John McCourt. “È per noi un grande onore accogliere uno dei più autorevoli direttori sportivi del calcio italiano – ha detto -. La sua testimonianza rappresenta un’opportunità preziosa per i nostri studenti e si inserisce in un impegno più ampio dell’Ateneo nello sport, che comprende il nuovo corso di laurea in Scienze motorie per l’inclusione e l’imminente inaugurazione dei nuovi impianti del CUS”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso del Corso di Alta Formazione per Direttore Sportivo, diretto da Stefano Pollastrelli. “Il corso sta avendo un grande successo – ha evidenziato – e siamo già al lavoro per le prossime edizioni. È un’esperienza impegnativa ma estremamente stimolante, che risponde a una domanda formativa sempre più forte”.
Alla tavola rotonda hanno preso parte anche Mario Cognigni, già presidente della Fiorentina e docente del corso, ed Emanuele Ciabocco, preparatore atletico di livello nazionale, contribuendo al un dialogo tra accademia e professione.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di riflessione non solo sulle dinamiche del calcio e sulle professioni che vi ruotano attorno, ma anche sul valore educativo dello sport, della disciplina e della capacità di reinventarsi. Allo stesso tempo, ha ribadito il ruolo dell’Università di Macerata come luogo di formazione e ispirazione, capace di mettere in relazione esperienze di eccellenza e nuove generazioni, offrendo strumenti per trasformare talento e passione in percorsi professionali e di vita.
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