Affitti alle stelle e imprese in crisi: le strategie del sindaco per rilanciare economia e territorio

di Matteo Bordacconi

Aumento degli affitti e crisi del settore commerciale e manifatturiero: questi sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista con Massimiliano Ciarpella, sindaco di Porto Sant’Elpidio.

I dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare rilevano che nel Fermano c’è stata un’invariabilità del prezzo delle ma un aumento degli affitti. Nel caso di Porto Sant’Elpidio vanno da un minimo di 4,7 euro al metro a un massimo di 11,6. Un aumento evidente rispetto a dieci anni fa. Secondo lei la sua amministrazione può far qualcosa per frenare questo aumento?

Noi già abbiamo messo in campo una serie di iniziative per incentivare gli affitti a lungo termine soprattutto per favorire gli affitti per le giovani coppie o per coloro che vogliono stabilirsi nella nostra città per mettere su famiglia e per ragioni lavorative. Lo scorso anno abbiamo varato una misura che prevede la concessione di uno sconto dell’importo dell’IMU per quei proprietari dell’immobile che affittano a lungo termine con contratti 3+2, quindi con contratti che sono regolamentati al canone concordato proprio per favorire una locazione a lungo termine. Siamo una città che è cambiata moltissimo a livello turistico. Oltre ai villaggi e alle attività turistico-ricettive propriamente definite c’è tutto un mondo legato alla ricettività diffusa che è cresciuta e sta ancora crescendo. Ci sono circa quattrocento B&B, affittacamere, case vacanze, appartamenti immobiliari ad uso turistico. Notiamo però come ci siano delle difficoltà per trovare nuovi appartamenti da acquistare o da avere in locazione pluriennale. Quindi questa è una misura che secondo me aiuterà. E’ chiaro che il prezzo lo farà sempre il mercato; l’amministrazione può mettere in campo delle iniziative e credo che questa ne sia una di buon senso e di supporto che possa fare da punto di incontro e di equilibrio fra la domanda e l’offerta.

Crisi del commercio e del settore manifatturiero. Secondo i dati del mese di gennaio della Camera di Commercio sulla città di Porto Sant’Elpidio dal 2009 ad oggi sono sparite 200 aziende. Nel settore manifatturiero negli ultimi sei mesi 12 attività hanno chiuso i battenti. Per quanto riguarda invece il commercio al dettaglio e all’ingrosso, quindici anni fa vi erano 790 attività mentre oggi 594. Come spiega questo declino nel settore commerciale e manifatturiero e come intende farne fronte?

Questo è un trend generale che non riguarda solo la nostra città ma l’intera provincia. Credo che siano in atto dei processi di cambiamento. E’ chiaro che la nostra città non può perdere la sua anima produttiva e manifatturiera che ha rappresentato la spina dorsale della comunità. Io credo che sia un po’ una questione che riguardi tutte le aree manifatturiere del nostro distretto fermano-maceratese che ha sofferto quel processo generale di globalizzazione. Ritengo che si possa mantenere un animo manifatturiero creando le condizioni per avere una città attrattiva dove un giovane può realizzarsi partendo dalle scuole. Noi abbiamo fatto una progettualità molto importante con l’ITS per realizzare un campus che sia in grado di creare un polo all’avanguardia. Siamo stati bravi, anche grazie alla collaborazione con l’ITS, ad intercettare un bando del Ministero dell’Istruzione che ci consentirà di sviluppare la progettualità per realizzare questo campus. L’obiettivo è quello di fare squadra fra scuole, formazione, mondo della specializzazione post-secondaria e amministrazioni pubbliche attraverso il coinvolgimento di imprese per non disperdere un patrimonio che è la nostra storia e la nostra cultura.

Per quanto riguarda il settore commerciale, la nostra è una città dinamica. E’ chiaro che ci sono delle aperture e delle chiusure, ma c’è stato uno sviluppo di alcuni settori che in passato non erano accentuati. Tutto il mondo legato alla ristorazione del Food&Beverage ha avuto un aumento mentre altri tipi di attività hanno avuto una flessione. Credo che questi progetti vadano accompagnati perché il commercio è l’anima di un territorio e soprattutto va riscoperto il modo di vivere il paese partendo dai piccoli centri. Sotto questo profilo abbiamo lanciato e stiamo riproponendo alcune iniziative come lo sconto sulla TARI per l’imprenditoria giovanile e femminile. Sono delle piccole misure che credo possano accompagnare nuove prospettive di crescita ed incentivare nuove aperture. Stiamo anche perfezionando alcune procedure volte alla creazione di nuove aree commerciali situate prevalentemente lungo la nostra statale che porteranno a nuove opportunità e a una crescita dell’occupazione.

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