Addio ad Armando Ginesi, docente e poi direttore all’Accademia di Macerata

Uno dei più importanti critici d’Arte che serbava nel cuore l’amore per il giornalismo dei suoi anni giovanili. Sua la valorizzazione di tanti artisti del ‘900. Il cordoglio di Carlo Iacomucci

di Maurizio Verdenelli

Aveva compiuto 84 anni il 6 marzo scorso. Dentro di se il presagio della morte imminente. In un post aveva scritto, Armando Ginesi rivolto all’adorata moglie Anna Bonadies: “Ti raggiungerò presto”. Abitava in una bella casa, di recente costruzione, sulle colline a San Marcello di Jesi. Aveva però Macerata nel cuore.

Per anni è stato docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti, quando la sede era ancora a palazzo Buonaccorsi. Laddove spesso ero suo ospite, quando dopo l’epopea di Remo Brindisi e Valeriano Trubbiani era diventato direttore. Si, perché Armando, eccellente e primo tra i critici d’arte non solo marchigiani, era rimasto nel cuore profondamente un giornalista. In particolare, nostalgico dei tempi eroici dell’ufficio di corrispondenza di Macerata de ‘Il Messaggero’ affiancato da quel geniale e popolare fotoreporter che rispondeva al nome di Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni. Armando, ad un certo punto, assunse l’incarico pure di ispettore del giornale. Che a Macerata aveva avuto qualche anno prima come corrispondente un altro grande nome dell’Arte visiva: il futurista Wladimiro Tulli, di cui la terra maceratese si appresta a celebrare i 100 anni dalla nascita.
Si deve a Ginesi la ‘scoperta’ e la valorizzazione di tante belle firme regionali del Novecento: pietre miliari editoriali della critica sono l’Atlante sul XX secolo e il trattato enciclopedico sugli artisti delle Marche. E pure si deve la ‘comunicazione’ del genio di Jose’ Guevara, pittore spagnolo che a lungo ha vissuto nei centri della costa anconetana. In esilio volontario e spirituale dalla sua patria nel ricordo lacerante dell’oppressione franchista. Ginesi ha impresso la sua ‘firma’ nella storia culturale di Macerata. Come docente, direttore ed anche consulente della Repubblica di San Marino.
Armando Ginesi con Carlo Iacomucci

E ci fu un giorno quando tutta la Reggenza della Repubblica più antica del mondo fu ospite del comune di Macerata, grazie ai buoni uffici di Ginesi. Che, grazie ai suoi rapporti internazionali, aveva creato una stretta rete tra ‘ l’Atene delle Marche’ e l’Europa. Negli ultimi decenni aveva assunto la carica pure di console russo. Uno dei suoi ultimi post è stato dedicato ai tragici fatti di Ucraina. A darne notizia della morte, il figlio Marco. Cui ha inviato ‘con dolore’ le condoglianze il celebre incisore maceratese (originario di Urbino) prof. Carlo Iacomucci legato da profondo affetto al grande critico oggi scomparso a Jesi.

Ricorda Iacomucci: “Armando mi ha seguito per tanti anni. Nel 2003 mi ha segnalato al Premio Bartolini a Cupramontana, ricevuto. Lo scorso anno mi ha scritto per la grande mostra nelle sale museali di palazzo Bisaccioni a Jesi. Gli devo davvero molto”.
Matteo Rossi
Author: Matteo Rossi

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