di Fulvia De Santis
A Grottammare si è spento Bruno Benatti, artista italiano di 85 anni, nato nel 1940 a Guastalla. La sua scomparsa segna la perdita di una figura che ha saputo coniugare ricerca estetica e impegno civile, costruendo nel tempo un linguaggio artistico fortemente radicato nella storia sociale e nel paesaggio rivierasco.
Formatosi inizialmente nel campo della grafica pubblicitaria e della comunicazione visiva, Benatti ha progressivamente orientato la propria attività verso la pittura e la realizzazione di murales, sviluppando una poetica riconoscibile e coerente. Fin dagli anni Settanta la sua opera si è distinta per una marcata attenzione ai temi del lavoro e dell’impegno sociale, con particolare riferimento alle lotte operaie e alle trasformazioni del mondo produttivo.
Nel corso della maturità artistica, il suo interesse si è progressivamente spostato verso la dimensione marittima, fino a fare del mare Adriatico il fulcro della sua ricerca espressiva. Porto, pescatori e vita costiera assumono così un ruolo centrale, trasformandosi in emblemi di un’identità territoriale vissuta e rappresentata con intensità poetica e visiva.
La camera ardente è stata allestita a Grottammare presso la Casa funeraria Garofano, prima del successivo trasferimento a San Benedetto del Tronto per la cremazione.


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