Ricordi, spettacoli e volti che hanno segnato generazioni di ragazzi e ragazze
Di Gianluca Fenucci
Torno al cinema parrocchiale e ci trovo la storia dell’oratorio, di ragazzi e ragazze chiaravallesi, di sacerdoti e pastori indimenticabili, di educatori appassionati. Rimetto piede al cinema parrocchiale dove 50 anni fa, adolescenti e puri, ci tenevamo per mano con Giuliana che mi faceva battere il cuore e dividevamo pomeriggi irripetibili con decine di amici che mi restano dentro, per sempre. Tra il campo dei preti (il regno incontrastato di noi amanti del pallone) e l’oratorio, il ping pong e il calcio in culo, i pomeriggi erano pieni e passavano sereni, nella spensieratezza, anche quando qualche compito in classe andava male, anche quando avevi litigato con i tuoi.
E poi il cinema, la domenica pomeriggio: ci siamo visti, grazie alla lungimiranza di alcuni giovani meno giovani di noi e di alcuni adulti, centinaia di film western, di commedie all’italiana e anche di pellicole di grande successo e popolarità. E in quel cinema, piccolo teatro che a noi sembrava la Scala, grazie a don Emiliano, abbiamo messo in scena spettacoli che negli anni Settanta nessun oratorio o parrocchia avrebbe proposto di interpretare a degli adolescenti. Ma l’oratorio di Chiaravalle era avanti. Ricordo bene l’emozione nel presentare al pubblico, fatto perlopiù di genitori, familiari e amici, “Antologia di Spoon River” dell’americano Lee Masters con le musiche e le poesie di Fabrizio de Andrè.
Quel giubbotto a quadri dai colori sgargianti che indossavo per interpretare Reuben Pantier, l’alunno prediletto dalla maestra Emily Sparks. Torno al cinema parrocchiale, non c’è più il palcoscenico ed è un colpo al cuore, ma ci trovo una struttura bella ed efficiente e la storia dell’oratorio: non tutta la storia ma quella degli ultimi 40 anni ed è già bellissimo così. Non c’è don Leone e nemmeno don Emiliano ma ci sono volti e persone conosciute. Ci sono pagine scritte con la penna dell’amore e dell’amicizia.
C’è don Edoardo ricordato con tanto affetto e poi don Gerardo Rocconi (recente vescovo di Jesi) e don Stefano Conigli. E ci sono state tre serate davvero splendide dove sullo schermo hanno proiettato “Forza Venite Gente”, “Jesus Christ Superstar” e “La buona novella”, spettacoli che non sembrano essere stati allestiti da ragazzi ma da professionisti esperti: pagine splendide di una comunità in cammino.
Tra le centinaia di fotografie appese, di manifesti e tazebao storici, ci sono i volti distesi di Giovanni e Francesca, fratelli amati e quelli di altri amici e compagni di viaggio, Claudio Campana, Giovanni Spinsanti, Giuliana Collamati (a cui si dovrebbe dare il premio fedeltà e onnipresenza), Luca Giancarli, Marco Fulgenzi, Tonino Chiuchiù, Francesco Favi, Laura Sartini, Andrea Toccaceli, Edy Polenta, Roberto Cerasa, Lorella Menotti, Martina Pergolini, Lucia Pavoni e decine di altri.
E poi ci sono i volti, giovani e belli, di chi frequenta ancora oggi l’oratorio, ragazzi e ragazze che rinverdiscono una storia fatta di bellezza, di affetto, di spiritualità, di amicizia, di amore.


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